Banche: smobilizzi su BP e Bper, Mps e le big contengono perdite
ROMA (WSI) – Le quotazioni delle banche europee sono sotto pressione, dopo la pubblicazione di un documento, da cui emerge che la BCE ha ordinato alle banche principali dell’Eurozona di aumentare i loro livelli di capitale di 0,5 punti percentuali in media, dopo aver valutato i loro rischi per un anno.
Dal report è emerso anche che cinque banche non dispongono di capitali sufficienti a centrare il target fissato. Non sono stati fatti i nomi di questi istituti, il che provoca maggiore incertezza sui mercati.
Tra i bancari scambiati sul Ftse Mib, Unicredit -2,54% e Ubi Banca -0,78% contengono le perdite, così come anche Intesa SanPaolo -2,10%. Anche Mps cede -1,26%, senza soffrire un vero e proprio crollo. Sono invece sotto forte pressioen Bper -6,67% e Banco Popolare -4,66%, mentre BPM cede -1,52%.
Molte banche, ha detto la Banca centrale guidata da Mario Draghi, stanno tuttora attraversando una fase di ripresa dalla crisi finanziaria del 2012 e “continuano a far fronte a rischi e ostacoli”.
Breaking news
Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona si è mantenuto stabile al 6,3% ad aprile, come riportato da EUROSTAT. Questo dato è leggermente superiore alle stime degli analisti, ma invariato rispetto al mese precedente. Nell’intera Unione Europea, il tasso è rimasto al 6%.
Alla conferenza COMPUTEX di Taiwan, Nvidia ha presentato i suoi nuovi superchip RTX Spark per computer Windows, sviluppati in collaborazione con Microsoft e MediaTek. Inoltre, è stato introdotto il chip AI Vera, destinato a rivoluzionare l’esecuzione di agenti di intelligenza artificiale, con spedizioni previste in autunno.
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.