Banche ai minimi di otto settimane, pesa sempre di più referendum costituzionale

28 Novembre 2016, di Daniele Chicca

L’avvicinarsi del referendum costituzionale italiano sta pesando sui mercati finanziari, con il settore bancario che è sceso ai minimi di otto settimane in Borsa (Ftse Italia Banche -2,73% attualmente: segui live blog di Borsa). Le chance che il governo esca vittorioso sono più basse di quelle di una vittoria dei No – secondo gli ultimi sondaggi e le quote degli scommettitori. I bookmaker di Paddy Power danno la vittoria del Fronte del Sì 9 a 4, il che implica un guadagno di più del doppio della somma investita. 

Con il referendum del 4 dicembre l’Italia probabilmente non va incontro a una catastrofe come alcuni media vogliono fare credere (il Financial Times e L’Economist hanno invocato quasi l’apocalisse), ma la fragilità delle banche rischia di allontanare gli investitori internazionali in caso di instabilità politica. Il premier Matteo Renzi potrebbe dimettersi in caso di sconfitta nel voto di domenica e in quel caso si andrebbe a elezioni anticipate nell’estate del 2017. Almeno otto banche italiane, tra cui Mps e UniCredit, potrebbero vedere complicarsi i loro piani di rafforzamento patrimoniale. Reuters ha scritto stamattina che il piano di aumento di capitale di Mps rischia di non essere portato a compimento e si prospetta un ricorso a risoluzioni straordinarie come il bail-in.