Banche italiane, per la prima volta in 10 anni sofferenze in calo

15 Dicembre 2016, di Daniele Chicca

L’operazione di smaltimento della montagna di sofferenze creditizie iscritte nei bilanci delle banche italiane prosegue a rilento, ma dopo un anno caratterizzato da una situazione di incertezza politica che ha rallentato le transazioni. Tuttavia, “per l’effetto congiunto di numerosi fattori, si è registrata per la prima volta dopo 10 anni una riduzione del totale di Non Performing Exposures (NPE) presenti in portafoglio. Lo ha detto Fedele Pascuzzi, partner di PwC nel presentare il rapporto sul mercato italiano delle sofferenze dal titolo “Italian Npl market – Positive vibes“.

Dallo studio emerge che in data 31 giugno il volume complessivo di NPE ha raggiunto quota 331 miliardi, in calo di circa 3% rispetto a fine 2015. Inoltre le sofferenze lorde, corrispondenti a circa il 60% del totale NPE, si sono attestate a 197 miliardi e quelle netti a 84 miliardi, in diminuzione rispettivamente di circa 3 miliardi e 5 miliardi dai livelli di fine 2015.  I cali sono ancora insufficienti a riportare la situazione dei prestiti inesigibili alla normalità, ma in un contesto in cui il sistema bancario italiano continua ad avere problemi legati alla qualità dell’attivo, all’adeguatezza patrimoniale e alla redditività, il governo ha messo in atto diverse riforme per ridimensionare la mole monstre di NPL e ridurre l’esposizione, tra cui la Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze (GACS) e il sostegno al fondo Atlante.

Tuttavia, il ritardo nell’attuazione di tali riforme, le incertezze relative al Referendum Costituzionale dello scorso 4 dicembre unitamente all’attesa di un potenziale intervento del fondo Atlante, dice lo studio di PwC, “hanno comportato un volume di cessioni inferiore a quello previsto”. Ciononostante il volume complessivo delle transazioni aumenti in maniera significativa se si concluderà il jumbo deal da 27,6 miliardi di sofferenze di Mps, attestandosi nell’intorno di 43 miliardi a fine 2016.

Secondo Pier Paolo Masenza, Partner di PwC: “Per il 2017, ci attendiamo che il volume di transazioni raggiunga quota 50 miliardi, anche in considerazione dell’accelerazione che darà al mercato l’innalzamento atteso dei livelli di copertura medi anche a seguito dell’annuncio già effettuato da Unicredit e l’entrata a regime della GACS che nel 2016 non ha ancora dispiegato tutti i suoi effetti”.