Azionario Asia al record del 2016, occhio a yen e a bazooka Bank of Japan

21 Luglio 2016, di Laura Naka Antonelli

Azionario asiatico sotto i riflettori, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index che ha superato il record testato ad aprile, salendo al nuovo massimo del 2016, sulla scia delle flessioni dello yen e del dollaro neozelandese.

Le valute hanno testato i minimi in sei settimane, in attesa di nuovi stimoli di politica monetaria espansiva da parte delle relative autorità. Hong Kong verso il mercato toro, con l’indice Hang Seng che ha recuperato oltre +20% dai minimi di febbraio.

In Giappone si scommette su un piano di stimoli fino a 20 trilioni di yen, il doppio circa rispetto a quanto previsto inizialmente per far fronte alle conseguenze della Brexit. Tale bazooka dovrebbe essere pronto entro la fine del mese. Reazione positiva dell’indice Nikkei della Borsa di Tokyo, che ha chiuso le contrattazioni in rialzo +0,77%, dopo essere salito anche oltre +1%, a 16.810,22 punti.

Sidney +0,43%, Shanghai +0,42%, Seoul -0,16%, Hong Kong oltre +1%.

Secondo Sean Callow, senior strategist del mercato valutario presso Westpac Banking Group, a Sidney:

“Lo yen dovrebbe continuare a puntare verso il basso nei confronti del dollaro fino al prossimo meeting della Bank of Japan. Per quanto riguarda il kiwi, un taglio dei tassi in Nuova Zelanda è praticamente cosa fatta”. Sempre tra le valute, il Bloomberg Dollar Spot Index oscilla attorno al valore di chiusura massimo da maggio. Lo yuan è salito per la terza sessione consecutiva, la fase rialzista più duratura in tre mesi, dopo che la banca centrale, People’s Bank of China, ha rafforzato il fixing giornaliero in vista della riunione dei ministri delle finanze dei paesi del G20, che si terrà questo fine settimana in Cina.