Aste immobiliari: -62% nei primi sei mesi del 2020

9 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Complice la pandemia da Covid, da gennaio a giugno 2020 le aste, al netto di quelle sospese, sono state 49.781, un dato che risulta più che dimezzato se lo si confronta con quello dello stesso semestre del 2019 che indicava 130.980 aste battute. Il calo delle aste in questa prima parte dell’anno è quindi stato del 62%.

È quanto emerge da una nota Reviva, la prima azienda specializzata nella vivacizzazione delle aste.

Il valore complessivo degli immobili che non sono riusciti ad andare in asta a causa del lockdown si attesta tra i 6 e gli 8 miliardi. Da precisare come, per valore dell’immobile, il dato preso in analisi da Reviva sia la cosiddetta offerta minima e non quello della sua effettiva aggiudicazione.

“È importante sottolineare come fino ai primi giorni di marzo 2020 era stato registrato un incremento del 15% del numero delle aste pubblicate dai tribunali rispetto allo stesso periodo del 2019” – spiega Giulio Licenza CBDO e co-Founder di Reviva – “Si tratta di un segnale che poteva far sperare in un aumento del numero complessivo delle aste per il 2020 fino al 15% che avrebbero potuto arrivare a toccare quota 150.000. Si può quindi affermare che ad oggi sono state perse in Italia dalle 80.000 alle 100.000 aste.”

L’incremento del 15% è stato un timido risultato positivo annientato però dalla reazione non coordinata dei tribunali all’emergenza Covid-19. Ognuno di essi infatti ha stabilito tempi di chiusura e apertura differenti, dando vita a una situazione che vede alcuni tribunali già attivi da dopo la fine del lockdown e altri invece che non riapriranno prima di settembre. La “ripresa delle attività” ha significati diversi in ogni tribunale e vengono costantemente cambiati, il che genera incertezza nei potenziali partecipanti, scoraggiando ulteriormente le partecipazioni alle aste immobiliari.