Argentina: per frenare l’inflazione congela il tasso di cambio del peso
Per frenare l’inflazione, arrivata al 54,7% nell’ultimo anno, l’Argentina congela il tasso di cambio del peso.
“L’inflazione a marzo è stata del 4,7%. È troppo alta. Uno dei cambiamenti che abbiamo deciso di introdurre è quello di mantenere i limiti di non intervento (fascia di fluttuazione) del peso al livello attuale fino alla fine dell’anno”.
Così ha dichiarato Guido Sandleris, Presidente della Banca Centrale Argentina, in una conferenza stampa, annunciando che il tasso di cambio fluttuante rimarrà fisso fino alla fine del 2019 a 39,75 pesos per un dollaro nella parte bassa della forchetta e 51,45 pesos per la parte alta.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.