Apple, scoperto malware di spionaggio in grado di infettare iOS
Il suo nome è Pegasus ed è un malware in grado di violare la sicurezza del sistema iOS di Apple: il virus, una volta installato sull’iPhone sarebbe in grado di accedere ad alcuni contenuti salvati dagli utenti come i messaggi, le password i file di log e altro ancora. A sviluppare l’arma informatica sarebbe stato l’Nso Group società israeliana che fornisce strumenti software di monitoraggio. L’attivista per i diritti umani Ahmed Mansoor sarebbe stato fra i bersagli del virus: un link che gli era stato recapitato, è emerso dall’analisi di un ricercatore del Citizen Lab, avrebbe installato Pegasus e spiato le sue attività. Secondo i ricercatori la creatura della Nso, resistente addirittura alla reimpostazione e all’aggiornamento del dispositivo, è uno degli strumenti di spionaggio più sofisticati.
Apple ha da poco diffuso un aggiornamento in grado di contrastare Pegasus, iOS 9.3.5.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play