Anima, raccolta positiva a maggio a circa 394 milioni di euro
Nel mese di maggio, la raccolta netta di risparmio gestito (escluse le deleghe assicurative di Ramo I) del gruppo Anima è stata positiva per circa 394 milioni di euro. A fine maggio le masse gestite complessive del gruppo Anima si sono attestate a oltre 195 miliardi di euro, segnando un incremento di circa 15 miliardi di euro rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
“Anche a maggio è proseguito il buon andamento complessivo della raccolta di risparmio gestito del gruppo Anima. Per i prossimi mesi l’outlook è sicuramente positivo grazie al continuo miglioramento della componente retail e a nuovi mandati che prevediamo di avviare nel segmento istituzionale”, ha commentato Alessandro Melzi d’Eril, ag di Anima Holding.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.