Ancora effetto Fed, euro a record sei settimane sul dollaro
ROMA (WSI) – Attenzione ai movimenti in corso sul mercato valutario, con il dollaro che continua a deprezzarsi dopo le rassicurazioni arrivate da Janet Yellen, numero uno della Fed.
Le parole di Yellen hanno smorzato le speculazioni su un ennesimo rialzo dei tassi Usa giĂ ad aprile. Inoltre, nella giornata di ieri ha parlato anche il presidente della Fed di Chicago, Charles Evans, sottolineando che sarebbe meglio essere cauti in una eventuale politica monetaria di rialzo dei tassi.
L’euro testa così il massimo in sei settimane nei confronti del dollaro, per poi fare dietrofront verso la fine delle contrattazioni asiatiche e cedere -0,17%, rimanendo comunque ben saldamente sopra quota $1,13, a $1,1319.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.