Analisti UBP sdrammatizzano delusione post Bce

3 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

Dopo la tempesta post Draghi, vale la pena concentrarsi sulle prospettive per il 2016, anziché farsi prendere dall’emotività in un momento di prse di profitto scatenate. Secondo Olivier Arpin, Economista di Union Bancaire Privée, la delusione principale è stata la mancanza di un aumento della quantità di acquisti di asset.

Tuttavia, l’estensione del Quantitative Easing almeno fino alla primavera del 2017 ha fatto aumentare la dimensione totale del programma di acquisti di quasi 400 miliardi di euro. La conseguenza principale di questo “ottimismo eccessivo” è l’apprezzamento di circa il 2% dell’euro contro il dollaro e l’aumento significativo nei rendimenti dei bond a breve e a lungo termine, che hanno in pratica cancellato i cali degli ultimi mesi.

Questo ovviamente non è ciò che mette in discussione la prosecuzione della ripresa ciclica dell’economia europea (né la tendenza al ribasso dell’euro). Nel 2016, la politica monetaria dell’Eurozona rimarrà molto espansiva, senza dimenticare che, per la prima volta dalle politiche di austerità di inizio 2010, la politica di bilancio aggregato dell’area dovrebbe essere sostanzialmente neutrale o perfino leggermente accomodante. Le riforme strutturali annunciate nei mesi scorsi in alcuni Paesi dovrebbero iniziare a dare i loro frutti. Mario Draghi, inoltre, ha lasciato la porta aperta a ulteriori misure, se necessarie.