Analisti: tassi negativi non sono il limite per le banche centrali
NEW YORK (WSI) – Le banche centrali non hanno più frecce al loro arco per contrastare la nuova fase della crisi finanziaria. Così Stuart Canning, Investment Specialist del team Multi-Asset di M&G Investments che in una nota odierna sottolinea:
Siamo convinti che il legame fra i tassi d’interesse (e la politica delle banche centrali in generale) e la crescita globale sia stato sopravvalutato in questa fase recente. La funzione principale di gran parte dell’attività delle banche centrali negli ultimi anni è stata la fornitura di liquidità; eppure, come molti cominciano a vedere adesso, il rapporto fra questi interventi e i risultati in termini di crescita è, nella migliore delle ipotesi, limitato.
Le banche centrali sono state chiaramente in grado di influenzare la curva dei rendimenti e i prezzi delle obbligazioni, ma a dettare l’andamento delle economie reali in giro per il mondo sono stati gli stessi fattori di sempre: spirito imprenditoriale, produttività e strutture di incentivo. Siamo convinti che un governo possa dare stimolo alla crescita principalmente attraverso la politica fiscale, ossia tagli fiscali e/o di spesa. Molti Paesi devono ancora cominciare a compiere uno sforzo concertato in quest’area.
Tuttavia, se oggi i timori riguardano soprattutto la liquidità nel settore finanziario (e, come già notato sopra, potrebbero essere eccessivi), allora le banche centrali possono continuare ad agire esattamente come hanno fatto finora per prevenire un blocco degli ingranaggi del sistema finanziario. I tassi d’interesse bassi o negativi non sono un limite per questa funzione.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.