Analisti: High Yield travolto dalla volatilità, fondamentali ok
NEW YORK (WSI) – Il 2016 e’ partito col piede sbagliato per il settore europeo dell’High Yield a causa delle paure sul rallentamento cinese, della caduta nel prezzo del petrolio e delle preoccupazioni sul sistema bancario. Ma è davvero cambiato qualcosa nel settore europeo dell’High Yield? Secondo Mike Della Vedova, Portfolio Manager, European High Yield Bond Strategy, T. Rowe Price, la risposta e’ no. Secondo quanto si legge in una nota dell’analista:
“Il quadro tecnico, pur messo a dura prova a gennaio con deflussi dai fondi comuni superiori a un miliardo di euro, è rimasto intatto Le emissioni del mercato obbligazionario primario hanno totalizzato appena 0,9 miliardi di euro nel primo mese del 2016 – valore estremamente più basso rispetto ai 4,6 miliardi di gennaio 2015[1]. Inoltre, ci aspettiamo pagamenti delle cedole maggiori e un ampio numero di obbligazioni che saranno convertite questo trimestre. Questo significa che le condizioni tecniche favorevoli, che abbiamo osservato durante il 2015, con molta probabilità sono destinate a continuare. L’anno scorso le emissioni di nuove obbligazioni sono state le seconde più ampie di sempre su base annua, ma significativi rimborsi dei titoli e pagamenti delle cedole hanno prodotto una bassa emissione netta.
I fondamentali che sostengono il settore europeo dell’HY rimangono solidi. La Banca Centrale Europea (BCE) è ultra accomodante, la sua recente retorica da colomba ha fatto crescere la probabilità che ulteriori misure espansive possano essere annunciate già a marzo. Questo terrebbe bassi i rendimenti dei titoli di Stato nell’Eurozona, che, a loro volta, potrebbero spingere gli investitori ancora più in là nella curva del credito, potenzialmente verso l’HY. In aggiunta all’atteggiamento da colomba della BCE, ulteriore supporto arriva dal fatto che l’Europa si trova in una parte del ciclo economico caratterizzata da un maggiore propensione al credito, che potrebbe trasformarsi in maggiori utili societari nel corso del tempo.
Il settore europeo dell’HY beneficia di un insieme di fattori di supporto ed è importante che questo venga ribadito nei periodi turbolenti. Le anomalie dei prezzi e le dislocazioni spesso si verificano durante momenti di volatilità, che possono creare buone opportunità di acquisto, alle quali guarderemo per ottenere benefici. Continuiamo a concentrarci sulla ricerca creditizia con approccio bottom-up per scoprire le migliori opportunità per i nostri clienti proteggendo, allo stesso tempo, il lato delle perdite”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo