Allarme Coldiretti: “nel 2015 importazioni pomodori cinesi +680%”

7 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il pomodoro made in China “invade” l’Italia. Secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, nel 2015 sono aumentate del 680% le importazioni di pomodori cinesi in Italia, raggiungendo 70 milioni di chili.

Il timore maggiore è che il pomodoro di Pechino venga venduto e spacciato come prodotto made in Italy sia sul mercato interno che su quello estero.

“Sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano, e lo possono fare perché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Questo commercio va reso trasparente con l’obbligo di indicare in etichetta anche l’origine degli alimenti, che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c’è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato”.

Coldiretti continua:

Un commercio che va reso trasparente con l`obbligo ad indicare in etichetta l`origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c`è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato. Al Nord come al Sud non sono ancora state definite le condizioni contrattuali per il raccolto 2016 perché insieme ad un contenimento delle superfici coltivate viene proposta anche una riduzione anche superiore del 10-15% del prezzo pagato agli agricoltori che non è sostenibile. Aumento record delle importazioni riduzioni dei prezzi pagati agli agricoltori e taglio delle superfici prefigurano uno scenario preoccupante per il prodotto simbolo della dieta mediterranea. Peraltro l`84 per cento degli italiani peraltro ritiene che sia molto importante che l`etichetta riporti la provenienza della materia prima impiegata per la frutta e verdura trasformata come i derivati del pomodoro, secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf), che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015. Un risultato che, sulla base del regolamento comunitario n.1169 del 2011, entrato in vigore il 13 dicembre del 2014, consente all`Italia – sostiene la Coldiretti – di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti.