New York si impenna sul finale. S&P500 +1,31%. La borsa punta al “miracolo Bernanke”

di Redazione Wall Street Italia
24 Agosto 2011 22:03

New York – Dopo una giornata all’insegna della volatilità, Wall Street ha chiuso la seduta in netto rialzo. Inizialmente, nonostante il dato relativo agli ordini di beni durevoli sia cresciuto oltre le previsioni degli analisti, hanno pesato i timori per l’andamento dell’economia globale e la possibile ricaduta degli Stati Uniti in recessione. Ma poi e’ scattao un rally nella seconda metà della seduta, e in chiusura il Dow Jones guadagna +1,20%, a quota 11.310,72 punti, il Nasdaq sale +0,88% a quota 2.467 punti, lo S&P cresce +1,31% a 1.177 punti.

In ripresa il settore finanziario, trascinato dal titolo di Bank of American che dopo le ingenti perdite dei giorni scorsi rimbalza con un guadagno dell’11,59%. Crolla invece l’oro che inverte la tendenza degli scorsi giorni. Il lingotto ha perso il 5,05%, 93,90 dollari, 1.764,40 dollari l’oncia. In calo anche il petrolio che ha lasciato sul terreno lo 0,11%, 9 centesimi, a quota 85,35 dollari al barile.

Tra i titoli, si mettono in evidenza i rialzi dei finanziari: Bank of America arriva a balzare quasi dell’8%, risalendo dai minimi delle ultime 52 settimane testati ieri. Positivi anche altri titoli finanziari come American Express e JP Morgan Chase. A proposito di Bank of America, circola un rumor shock, secondo cui JP Morgan sarebbe sul punto di acquistare la banca. In difficoltà, invece, tra i vari settori, quello hi-tech.

CBO TAGLIA STIME SU DEFICIT PUBBLICO – Il rapporto del CBO (Congressional Budget Office, l’ufficio di budget del Congresso) ha rivisto al ribasso le stime sul deficit federale del 2011 a $1,28 trilioni, da $1,4 trilioni precedentemente attesi. L’agenzia ha anche reso noto però che l’economia americana salirà a “un ritmo modesto” e che il tasso di disoccupazione rimarrà al di sopra dell’8% fino al 2013.

DATO ECONOMICO POSITIVO, MA I TIMORI RESTANO – Prima dell’inizio della seduta è stato reso noto il dato relativo agli ordini di beni durevoli, che si è confermato migliore delle stime, balzando del 4% a luglio, contro il +1,9% atteso dal consensus.

L’indicatore ha però messo anche in evidenza che la componente core dei beni capitali – dato complessivo depurato dalle componenti più volatili rappresentate dai comparti della difesa e dei trasporti – è scesa a luglio dell’1,5%. Il sottoindice è particolarmente importante, in quanto riesce a dare un quadro più accusato riguardo al trend del settore privato.

ASPETTANDO BERNANKE, PRESTO INIEZIONE DA $600 MILIARDI? – All’indomani del sentiment rialzista, a Wall Street sembra ritornare in generale la cautela, in un contesto di volumi molto bassi. Cresce intanto sempre di più l’attesa sul discorso che il presidente della Fed, Ben Bernanke, proferirà a Jackson Hole dopodomani.

Tuttavia, se ieri si scommetteva sull’intervento della Federal Reserve nei mercati, con una iniezione che secondo i rumor potrebbe arrivare a $600 miliardi, oggi le aspettative sono caratterizzate più che altro dalla speranza che un QE3 o una qualsiasi manovra monetaria espansiva, alla fine davvero arrivino. Non tutti gli analisti sono però d’accordo sull’efficacia di una nuova iniezione di liquidità nel sistema Usa, e si parla della trappola della liquidità.

FOREX: CALI PER IL DOLLARO Tra le altre storie della giornata, si guarda anche alla decisione del Giappone di agire con un piano di $100 miliardi per fronteggiare il problema dello Superyen: il dollaro è arrivato a testare infatti negli ultimi giorni il minimo dal dopoguerra. Ma l’effetto non si fa ancora notare, visto che
l’ euro perde contro la moneta giapponese, a quota 110,57 (-0,11%) e che lo stesso rapporto usd/yen è in flessione a 76,51 (-0,39%). Moneta unica incrementa i rialzi dopo l’indicatore e si attesta contro il dollaro a $1,4458 (+0,20%), mentre cede lo 0,1% contro il franco svizzero, a chf 1,1424.

MINORE AVVERSIONE AL RISCHIO TONFO ORO, -5%. Sul fronte delle commodities l’oro, bene rifugio per eccellenza, incrementa le perdite e arriva a perdere il 5%, a $1.783,30 l’oncia.

“Le prese di beneficio sono soltanto naturali dopo il boom senza freni di quest’anno”, hanno commentato gli analisti di VTB Capital. Di fatto, le quotazioni dell’oro sono cresciute di quasi il 32% dopo i minimi testati agli inizi di luglio. Ma oggi le cose vanno diversamente, visto che si assiste “a un lieve smorzarsi dell’avversione al rischio e di fatto a una settimana più o meno calma dopo la recente volatilità. Detto questo, noi non riteniamo che ci sarà un ribasso sostenuto delle quotazioni dell’oro”.

PETROLIO IN RIALZO DOPO SCORTE USA -I futures sul petrolio hanno reagito alla pubblicazione delle scorte settimanali di greggio degli Stati Uniti mettendo a segno un rialzo fino allo 0,80%, a quota $86,12 al barile.

Nella settimana terminata il 19 agosto, le scorte di petrolio crude sono scese di 2,2 milioni di barili (contro le stime di una crescita di 1,4 milioni); le scorte di benzina sono aumentate di 1,36 milioni di barili (contro le stime di un calo di 900.000 barili); le scorte di distillati sono cresciute di 1,73 milioni di barili (contro le stime di un rialzo di 700.000 barili).