Nato: summit contro Mosca (come 30 anni fa)

4 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – Grandi misure di sicurezza a Newport,in Galles, cittadina blindata per il summit dei 60 leader mondiali dell’Alleanza e una manifestazione di protesta. Ci sarà anche il presidente ucraino Poroshenko per un incontro a sei prima del vertice di due giorni. Al centro la crisi ucraina, i rapporti con Mosca e il peso della Nato nell’Est europeo. Il presidente Usa Obama e il premier britannico Cameron richiameranno gli alleati alla fermezza anche contro i jihadisti dell’Isis.

“La Russia non è più un partner della Nato” e l’obiettivo del vertice che comincia domani è decidere la “strategia di lungo termine per rendere sicura l’Europa con questa Russia”.

Lo dicono alti funzionari dell’Alleanza Atlantica alla vigilia del summit. “Guardando indietro nel tempo, ci rendiamo conto che sembra che Putin abbia preparato questa situazione negli anni”. E’ la valutazione espressa alla vigilia del vertice. “Mosca considera la Nato un avversario”, aggiungono le fonti, sottolineando che la situazione attuale in Ucraina “è il frutto di un lungo sviluppo” che include l’invasione della Georgia.

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La crisi ucraina, i rapporti con Mosca e il peso dell’Alleanza atlantica nell’est europeo e i terroristi dell’Isis saranno oggi e domani al centro di un summit della Nato a Newport, in Galles. Cittadina blindata per 60 leader mondiali e una manifestazione di protesta. Ci sarà anche il presidente ucraino Petro Poroshenko per un incontro a sei prima del summit. L’Italia sosterrà la linea del dialogo. Barack Obama e David Cameron intanto richiamano gli alleati alla fermezza, anche contro i jihadisti dell’Isis. Oggi le nuove sanzioni dell’Ue a Mosca.

Il messaggio di Obama al Cremlino non lascia dubbi: «I confini non possono essere ridisegnati dalla canna di una pistola». Il presidente americano lo lancia da Tallin, ad appena 300 chilometri da San Pietroburgo. L’Estonia è paese Nato al confine con la Russia. Con il 30% per cento della popolazione che parla russo. Lì, come in Lettonia, Lituania, Polonia e in tutto l’est, i fantasmi del passato impero sovietico rievocati da Putin sono vivi. Ed è lì che Obama è sbarcato in Europa ieri alla vigilia del vertice Nato che tra oggi e venerdì in Galles dovrà riscrivere il futuro dell’Alleanza Atlantica. Venticinque anni dopo la caduta del Muro, torna la Guerra Fredda.

[ARTICLEIMAGE] Uno dei principali obiettivi del vertice, dove i leader dovranno riflettere anche come combattere l’orrore jihadista in Iraq e come evitare che l’Afghanistan non riesca a diventare un normale paese sovrano dopo la mezzanotte del 31 dicembre quando si concluderà la missione di combattimento Isaf, sarà quello di decidere la «strategia di lungo termine per rendere sicura l’Europa con questa Russia». Lo spiegano alti funzionari della Nato, che non hanno mezzi termini per definire il rapporto con la Russia: «Non è più un partner». Era il partner strategico numero uno, l’unico sempre presente nelle ministeriali. Invece ora «Mosca ci considera un avversario», è l’amara constatazione.

Ed esprimono il dubbio che la strategia del Cremlino sia partita da lontano: «Guardando indietro nel tempo, ci rendiamo conto che sembra che Putin abbia preparato questa situazione negli anni». La situazione attuale in Ucraina «è il frutto di un lungo sviluppo» che comprende anche l’invasione della Georgia.

«Ma se Putin aveva paura che l’Ucraina o la Georgia entrassero nella Nato, ha ottenuto l’effetto contrario…», aggiungono. E la risposta dell’Alleanza sarà il via libera al nuovo piano d’azione (Rap) che comprende la creazione di una forza di intervento immediato con carri armati, aerei, navi e logistica già pronte in cinque basi dell’est. Potrà intervenire in 48 ore. Servirà non solo per l’est europeo, ma anche per il fronte sud, assicurano alla Nato.

Ma l’invasione della Crimea ha innescato la macchina del tempo. La Nato ha ritrovato il vecchio avversario. «Non accetteremo mai un’occupazione da parte della Russia e un’annessione illegale della Crimea o di altre parti dell’Ucraina», scandisce Obama, che aggiunge: «Gli Stati Uniti difenderanno sempre i loro alleati della Nato. E questo significa ogni alleato». A Kiev promette anche aiuto per la penuria energetica ma a tutti gli europei garantisce che gli Usa «lavorano per rafforzare la sicurezza dei nostri alleati e per aumentare ulteriormente la presenza militare dell’America in Europa».

Gli alleati tuttavia dovranno mettere mano al portafoglio, perchè non è accettabile che tanti spendano così poco. Gli europei dovranno tornare a impegnare il 2% del pil in spese militari. Per molti, a cominciare dall’Italia, un obiettivo difficilissimo da raggiungere. Ma, come diceva il segretario generale Rasmussen lunedì, «il mondo è cambiato».

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Una sessantina di capi di Stato e di governo sono riuniti a Newport, in Galles, per il vertice della Nato, apertosi sullo sfondo della tensione con la Russia sulla crisi in Ucraina e dell’offensiva militare jihadista in Iraq e Siria.

Si tratta di uno dei summit piu’ importanti nei 65 anni di storia dell’Alleanza che sembrava relegata a essere solo un relitto della Guerra Fredda.

Il clima della riunione e’ stato subito illustrato dal segretario generale, Anders Fogh Rasmussen, arrivando a Newport, ha denunciato che “la Russia sta attaccando” l’Ucraina: “Siamo di fronte a un clima di sicurezza drammaticamente cambiato. All’est, la Russia sta attaccando l’Ucraina”.

E sul piano in 7 punti proposto dal presidente russo, Vladimir Putin, ha sottolineato che quel che conta e’ quanto accade sul terreno. Rasmussen ha anche assicurato che sara’ esaminata “seriamente” un’eventuale richiesta di aiuto dall’Iraq per combattere lo Stato islamico.

Il summit e’ stato preceduto da una riunione del G5 (Barack Obama, Matteo Renzi, Angela Merkel, Francois Hollande e David Cameron) con il presidente ucraino, Petro Poroshenko. ù

Poroshenko, domani dovremmo firmare cessate fuoco

Il premier italiano ha chiesto un cessate il fuoco duraturo e ha invitato Putin a dimostrare la propria volonta’ e il proprio impegno per la pace con i fatti e non con le parole. Poi ha sottolineato che la Nato puo’ avere un ruolo per risolvere la crisi, ma occorre evitare che sia percepita come un ulteriore elemento di tensione.

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avvertito che se un’eventuale apertira Nato sulla richiesta di ingresso di Kiev rischierebbe di “far deragliare” gli sforzi per la pace.

Al tavolo di Newport si parla anche dell’offensiva militare jihadista. Rasmussen ha affermato che la comunita’ internazionale ha “l’obbligo di fermare” gli jihadisti dello Stato Islamico (Is) e ha sottolineato il valore dei “passi compiuti da Stati Uniti e ad altri Paesi alleati per fermare l’azione dell’Is in Iraq”. Tra l’altro, Cameron ha preannunciato che Londra potrebbe effettuare raid aerei in Siria anche senza l’autorizzazione del governo di Bashar al-Assad, giudicato “illegittimo”.