Nato lancia una nuova Rapid Reaction Force, contro Putin

2 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Un’unita’ militare permanentemente in estrema allerta in grado di entare in azione subito, ogni volta che ve ne sia bisogno e una crisi si profili all’orizzonte: e’ questa la nuova struttura di Rapid Reaction Force che la Nato dovrebbe varare in Galles questa settimana, come anticipato alla stampa dal segretario dell’alleanza Anders Fogh Rasmussen.

Citato dal Wall Street Journal, Rasmussen ha evocato una “forza capace di viaggiare leggera e colpire duro”, una struttura in grado di “reagire in tempi rapidissimi, con tempi d’avviso davvero minimi”. La Nato dispone gia’ di una “Response Force”, naturalmente, ma nelle intenzione di Rasmussen e degli altri responsabili dell’Allenza e’ necessario fare un passo ulteriore mettendo in campo appunto una nuova struttura, piu’ rapida, elastica ed efficace.

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La Russia adotterà una nuova dottrina militare rafforzata dopo che la Nato ha annunciato di voler organizzare una forza di dispiegamento rapido per rassicurare i paesi dell’Est Europa preoccupati dall’attivismo russo nella crisi ucraina.

L’annuncio a sorpresa è destinato ad aggiungere ulteriore tensione al vertice Nato previsto da giovedì in Galles, al quale parteciperà anche il presidente ucraino Petro Poroshenko. Nel fine settimana, inoltre, a Bruxelles i leader dell’Unione europea dovrebbero decidere un inasprimento delle sanzioni nei confronti della Russia.

Ieri il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha annunciato che i 28 membhri dell’alleanza intendono costituire una forza di “diverse migliaia di soldati” che possa essere dispiegata “in pochi giorni” per reagire ai movimenti militari russi in Est Europa.

Il vicesegretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo Mikhail Popov ha affermato che il nuovo piano di difesa Nato è “la prova del desiderio dei leader degli Stati uniti e della Nato di continuare la loro politica di aggravamento delle tensioni con la Russia.

Popov ha inoltre aggiunto che la Dottrina militare russa 2010, un documento che permette l’utilizzo di armi nucleari in caso di grave pericolo per la sicurezza nazionale russa, verrà maggiormente focalizzato sulla competizione con la Nato e sul suo nuovo sistema di difesa missilistico.

“Io non ho dubbi che la questione dell’avvicinamento delle infrastrutture militari dei membri della Nato ai nostri confini, compresa un’espansione del blocco, rimarrà una delle minacce militari straniere alla Russia.

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, in un altro commento, ha detto che le forze armate russe verranno rafforzate con il dispiegamento di 230 nuovi elicotteri militari e aerei da guerra entro la fine dell’anno.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko, dal canto suo, ha convocato il suo Consiglio nazionale di sicurezza e difesa ieri per verificare come fermare l’arretramento che le forze di Kiev stanno subendo nell’est del paese sotto la pressione dei ribelli separatisti e, secondo Kiev e la Nato, delle forze russe. “La situazione è difficile ma lo spirito battagliero ucraino è più forte di quello degli occupanti”, ha affermato Poroshenko.

Secondo Kiev ci sono state “feroci battaglie” nelle regioni di Donetsk e Lugansk, roccaforti dei ribelli. Inoltre ha accusato “terroristi vestiti con le uniformi dell’esercito russo hanno attaccato colonne mediche delle forze ucraine che sono usate per trasportare soldati feriti e sono chiaramente identificate come tali”.

Mosca, dal canto suo, oggi ha di nuovo negato di aver inviato o di aver intenzione di inviare propri soldati in Ucraina orientale per aiutare i ribelli ad aprire un corridoio lungo il mare di Azov tra il confine russo e la Crimea, annessa a marzo.