Natale sprecone, record negativo in Abruzzo. In pattumiera 120 euro di cibo

17 Dicembre 2019, di Mariangela Tessa

Il Natale è tradizionalmente il momento dell’eccesso, soprattutto in Italia dove in occasione delle feste si esagera spesso con cibi e vini. È proprio, tra il 25 dicembre e il primo gennaio, che nelle case degli italiani lo spreco alimentare raggiunge il suo punto massimo.

Il record negativo spetta all‘Abruzzo dove “finirà in pattumiera” circa 120 euro di spesa per ogni famiglia. Seguono a ruota Lazio (115 euro) e Lombardia (112 euro).

A fare i calcoli ci pensano gli analisti di Ener2Crowd, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding energetico.

In cima alla classifica delle regioni meno virtuose, seguono la Liguria con uno spreco alimentare di 105 euro a famiglia, la Campania (100 euro) e la Toscana (88 euro).

E, poi ancora, il Veneto (81 euro), la Calabria (78 euro), l’Umbria (76 euro), la Sicilia (75 euro), l’Emilia Romagna (74 euro), la Sardegna (72 euro), la Puglia (70 euro), il Piemonte (68 euro), la Basilicata (66 euro), le Marche (65 euro) e il Molise (64 euro).

Scendono invece intorno ai 60 euro -e sono quindi le 3 regioni più virtuose- il Friuli Venezia Giulia (62 euro), la Valle d’Aosta (60 euro) ed il Trentino Alto Adige (59 euro).

Sprechi natalizi, in pattumiera 500 mila tonnellate di cibo

Complessivamente lo spreco di consumo alimentare annuale ammonta a 17 miliardi di euro, pari all’1% del pil, di cui 14 miliardi di euro dissipati per il cibo già prodotto e gettato e 3 miliardi di euro per lo spreco di filiera e distribuzione.

“Insomma ogni italiano butta via mediamente 800 grammi di cibo a settimana, per un valore di 17 euro mensili pro-capite” puntualizzano gli analisti di Ener2Crowd. “Se ogni italiano -proseguono- dedicasse l’esatto valore dello spreco di 12 mesi alla sostenibilità a progetti pensati per il progresso del Pianeta, questi rappresenterebbero un tesoretto di circa 13 miliardi di euro in grado di crescere del 6% all’anno”.

Dopo soli 3 anni, tramutato in investimenti mirati e sostenibili, lo spreco produrrebbe una rendita complessiva del 28%. Tassi di crescita del genere sono introvabili anche in prodotti finanziari speculativi e ciò dà una misura delle potenzialità di un’economia stabile riconvertita e partecipata verso il green.

Analizzando i dati del periodo natalizio, si scopre che si gettano via oltre 500 mila tonnellate di cibo, corrispondenti ad oltre 80 euro per gruppo familiare che vanno in fumo inutilmente, portando anche ad un’impennata del livello di inquinamento “perché ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce 4,2 tonnellate di CO2” spiegano gli esperti.