Natale: 1 italiano su 4 disposto ad indebitarsi per le feste

13 Dicembre 2019, di Alessandra Caparello

Il 40% degli italiani ha contratto almeno un debito e ammonta a circa 380 euro al mese la rata media che paga ogni cittadino indebitato.

Una situazione paradossale che peggiora durante le festività di dicembre con circa 1 persona su 4 disposta a contrarre debiti per poter sostenere le spese dei regali di Natale.
I dati sono quelli resi noti da  Legge3.it, portale che assiste privati e imprese a uscire da situazioni di indebitamento e sovraindebitamento secondo cui per i doni da mettere sotto l’albero ciascun italiano spenderà in media 322 euro, cenoni e, magari, la settimana bianca o il Capodanno da festeggiare fuori porta, in Italia o all’estero.

“Ogni anno, tra fine gennaio e i primi di febbraio, riceviamo moltissime richieste di aiuto da parte di persone che si sono lasciate prendere la mano con le spese delle feste, scegliendo di rateizzare i vari pagamenti, per poi ritrovarsi con una rata mensile che non riescono a sostenere – ha dichiarato Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it.
Quando si sceglie di dilazionare un pagamento, bisogna tener conto di tanti altri fattori, ovvero, se abbiamo altre rate da pagare, il costo di affitto, bollette, spesa, eventuali imprevisti… Anche una rata da 50 euro può rivelarsi insostenibile, se sommata a tutte le altre voci di costo che mensilmente dobbiamo sostenere”.

“In Italia esiste una legge importantissima, la numero 3 del 2012, che dà la possibilità a chi rispetti determinati parametri di ridurre o stralciare il proprio debito. Purtroppo, però, intorno a questa legge è stata fatta una comunicazione assolutamente insufficiente, e sono poche le persone che la conoscono.
Credo che le istituzioni dovrebbero fare maggiore informazione a riguardo, ma, più in generale, è necessario diffondere una maggior cultura della gestione dei risparmi, soprattutto nell’epoca della moneta elettronica, in cui, per via del ricorso ai pagamenti online o con carta, abbiamo una minor percezione di quanto spendiamo” conclude Bertollo.