Nafta, accordo Usa Messico vicino: rimonta il peso

27 Agosto 2018, di Alberto Battaglia

L’accordo fra Stati Uniti e Messico per una ridefinizione del Nafta, l’area di libero scambio nordamericana che comprende anche il Canada, sarebbe più vicino. Secondo indiscrezioni raccolte dai reporter di Cnbc l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare intorno a mezzogiorno (le 18 italiane); a dirlo sono alcuni funzionari messicani, soddisfatti per aver “raggiunto una comprensione sulle questioni chiave” con gli Usa.

Queste prime rivelazioni hanno alimentato una serie di movimenti sui mercati, spingendo verso l’alto il peso messicano (+0,75% al momento) e alimentando una propensione al rischio che ha portato a un calo dei titoli di stato americani (il rendimento del decennale è passato al 2,831% dal 2,826% di venerdì). L’indice S&P 500 è partito in avanzata, realizzando al momento un incremento dello 0,57% a 2.890,95 punti.

La revisione del trattato Nafta, tuttavia necessità dell’accordo anche del terzo Paese firmatario, il Canada che a questo punto “sarà nuovamente coinvolto” nelle trattative, hanno dichiarato le medesime fonti a Cnbc.

MORE: Mexican official says deal should come “midday” — says US, Mexico have “reached understanding on key issues” and that Canada will now “re-engage” https://t.co/Ey7G2g9YiK

— Kayla Tausche (@kaylatausche) 27 agosto 2018

Fra i punti cruciali del negoziato fra Usa e Messico ci sono le controversie sul mercato delle automobili, che gli Stati Uniti vorrebbero più protetto minacciando nuovi dazi sulle vetture importate. Secondo indiscrezioni di Bloomberg si sarebbe parlato di mantenere l’attuale dazio al 2,5% su prodotti costruiti negli impianti esistenti, mentre per quelli provenienti da strutture nuove sarebbero state discusse nuove tariffe fra il 20 e il 25%.

Resta poi da capire il destino della clausola Isds (Investor to state dispute settlement) che permette alle aziende di appellarsi all’arbitrato internazionale per impugnare decisioni governative che risultino lesive degli investimenti transnazionali (con la possibilità di ottenere un risarcimento dallo stato). Tale procedura, comune nei trattati di libero commercio, sarebbe stata messa in discussione dall’amministrazione Trump.