Mutui, crollo senza fine. In due anni domande al -52%

11 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In Italia mutuo è sempre più sinonimo di chimera. Le banche ne concedono sempre meno, e gli aspiranti proprietari di casa hanno anche smesso di farne richiesta. L’ultimo rapporto Crif restituisce l’ennesima fotografia della più grave crisi nell crisi, quella del settore immobiliare.

Se, infatti, a gennaio 2013 sono state inoltrate il 12% in meno delle domande per un finanziamento su base annua, queste sono state addirittura il 52% in meno rispetto allo stesso mese del 2011. I pochi che resistono sono comunque molto prudenti e richiedono importi più contenuti, e anche questi in calo, in media 127.769 euro contro 131.445 euro dell’anno scorso.

La minore entità dei finanziamenti è dovuta anche alla riduzione del cosiddetto loan-to-value, ovvero del rapporto fra il valore dell’immobile e le somme effettivamente erogate. Se negli scorsi anni si riusciva ad ottenere anche l’80% dell’importo necessario per l’acquisto, adesso si arriva a malapena al 60%.

La netta riduzione delle richieste, inoltre, ha almeno altre due cause. La prima è l’atteggiamento dei potenziali compratori, che aspettano un’ulteriore discesa dei prezzi degli immobili prima di fare il grande passo e rivolgersi alla banca. La seconda è l’irrigidimento dei criteri di valutazione dell’affidabilità creditizia del richiedente: in parole povere, spesso il classico contratto a tempo indeterminato non è più garanzia sufficiente per ottenere il mutuo.

In questa situazione, ci ha rimesso anche il livello di concorrenza fra le banche. Sono infatti veramente rari i casi di surroga o sostituzione del mutuo, ovvero i trasferimenti del finanziamento da un istituto ad un altro. Ciò è dovuto all’innalzamento dello spread, che renderebbe qualsiasi “trasloco” non conveniente rispetto alle condizioni di stipula originarie, soprattutto se antecedenti allo scoppio della crisi.

I pochi fortunati che raggiungono il loro obiettivo non hanno dubbi: in questo momento bisogna puntare sul tasso variabile, o al massimo sui tassi misti, che consentono di modulare meglio la rata in caso di tempeste finanziarie.

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