Mu, cos’è la nuova variante del Covid emersa in Colombia

2 Settembre 2021, di Alberto Battaglia

L’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito una nuova variante del Covid, identificata in Colombia, fra quelle definite “di interesse”, per le quali non è ancora possibile affermare con certezza se sono più contagiose o letali.

Mu, la nuova variante del Covid

La nuova variante è stata definita “mu” (o “μ”, dodicesima lettera dell’alfabeto greco) e il suo nome scientifico è B.1.621. Nonostante non sia ancora considerata tra le varianti “meritevoli di preoccupazione”, l’Oms vi ha riconosciuto una serie di mutazioni genetiche che di solito indicano una una minore efficacia da parte dei vaccini disponibili o degli anticorpi monoclonali.

Nel dettaglio, la mutazione P681H, individuata nella variante alfa (ex inglese) è stata collegata a una trasmissione più veloce; altre mutazioni, tra cui E484K e K417N, aiuterebbero il virus a eludere le difese immunitarie.

La variante mu è presente in 39 Paesi, con un particolare incidenza in Colombia (39%) e in Ecuador (13%). Nel mondo, tuttavia, rappresenta solo un caso sequenziato su mille.
Sono altre quattro le varianti che l’Oms giudica “di interesse” al momento, inclusa la lambda, emersa in Perù.

Una nuova variante sudafricana

Nel frattempo, un gruppo di scienziati ha individuato una nuova variante del Covid in Sudafrica, nota come C.1.2. Anch’essa presenterebbe alcune mutazioni genetiche in grado di determinarne una maggiore contagiosità e/o resistenza ai vaccini. Uno dei ricercatori che si sono occupati della C.1.2, Richard Lessells ha dichiarato che le caratteristiche genetiche di questa variante potrebbero indicare una capacità di elusione delle difese immunitarie ancora superiore alla delta.

I risultati delle analisi sono contenute in uno studio ancora in attesa di revisione da parte degli esperti. Il Sudafrica era già stato il Paese di origine della variante oggi nota come beta.

A luglio la variante C.1.2 era stata individuata nel 3% dei campioni analizzati in Sudafrica, in crescita rispetto all’1% del mese precedente – nello stesso periodo la delta è passata dal 67 all’87% nel Paese.