Fonte: mps
Ieri sera il consiglio d’amministrazione del Monte dei Paschi ha dato il via libera alla fusione per incorporazione di Medioabnca, con conseguente addio alla quotazione della storica banca d’affari milanese da Piazza Affari.
Contestualmente le attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta saranno trasferite in una società non quotata posseduta al 100% dall’istituto senese che manterrà la denominazione di “Mediobanca S.p.A.”. In questo perimetro sarà ricompresa anche la partecipazione del 13% in Generali.
Secondo quanto evidenziato da una nota di Mps la nuova struttura gruppo è finalizzata al raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali e alla piena realizzazione delle sinergie industriali per la massimizzazione della creazione di valore.
Con questa operazione prende vita quel disegno anticipato dall’a.d. Luigi Lovaglio in occasione della presentazione dei conti del 2025. “Le sinergie con Mediobanca sono confermate a 700 milioni di euro, con potenziale di ulteriore miglioramento” aveva precisato il manager. Con l’Opas lanciata un anno fa Mps era arrivata a controllare l’86% del capitale di Mediobanca.
A stretto giro è arrivato anche il comunicato di Mediobanca, in seguito al consiglio d’amministrazione che ha recepito la decisione della capogruppo precisando di aver “deliberato di avviare i lavori finalizzati all’integrazione con Bmps attraverso la fusione per incorporazione e il conseguente delisting, nel rispetto della disciplina sulle operazioni con parti correlate e degli obblighi di legge”.
Nelle prossimi giorni gli advisor scelti da Mediobanca fisseranno un concambio per scambiare le azioni di Piazzetta Cuccia con quelle di Mps, con l’obiettivo di arrivare al 100% del capitale e delistare la banca milanese da Piazza Affari. Per tutti coloro che non accetteranno il concambio, verrà data la possibilità di esercitare il diritto di recesso.