Morgan Stanley: elezioni mid term potrebbero non andare come previsto

29 Ottobre 2018, di Alberto Battaglia

I sondaggi sono stati finora concordi nel prevedere solo uno scenario, in vista delle elezioni di mid term negli Stati Uniti: i Repubblicani manterranno la maggioranza al Senato, ma la perderanno alla Camera dei rappresentanti. Se così fosse, il controllo legislativo suddiviso fra Democratici e Repubblicani porterebbe al mantenimento dello status quo, senza la possibilità di operare nuove riforme significative.

Secondo Michael Zezas, Chief public policy & municipal strategist di Morgan Stanley, il fatto che da tempo i sondaggi siano unanimi non toglie che abbaino un margine d’errore che spesso si rivela determinante. Tale margine d’errore “non ha pregiudizi di parte – mentre Donald Trump ha sovraperformato i sondaggi in stati chiave nel 2016, va ricordato che nel 2012 Obama ha sovraperformato i risultati dei sondaggi”, ha scritto Zezas.

“Il risultato più probabile – Camera di segno Democratico, e Senato Repubblicano – ha una probabilità di circa il 60-65% e produce come risultato uno stallo legislativo sulle politiche che influenzano i mercati (stimolo fiscale, regolamentazione e commercio)”, ha spiegato Zezas, “I risultati che portano queste politiche in direzioni significativamente diverse costituiscono l’altro 35-40% – con significative possibilità che i Repubblicani detengano entrambe le camere o che vi riescano i Democratici. Detto diversamente, c’è una significativa possibilità che gli elettori scelgano un risultato che sposta la politica statunitense dallo status quo”.

La conseguenza, dal punto di vista operativo, è che gli investitori dovrebbero posizionarsi in modo più prudente, partendo da alcune considerazioni:

  • Il rischio sulla politica commerciale “resta costante”: secondo l’analista di Morgan Stanley anche i Democratici al comando di entrambe le Camere manterrebbero un atteggiamento “falco”, più o meno in continuità con la linea dura di Trump. Per cui “l’attenzione andrebbe rivolta su come le altre variabili potrebbero essere influenzate.
  • Politica fiscale: “Qui, i risultati elettorali potrebbero guidare in direzioni molto diverse, almeno nel breve periodo, nella direzione delle pressioni sui costi, influenzando la direzione dei tassi di interesse. Se i Repubblicani detengono entrambe le camere, il principale effetto atteso è un maggiore stimolo fiscale attraverso estensioni del taglio delle tasse. Ciò potrebbe spingere le aspettative di tassi più alti e di una Fed più aggressiva. Se i Democratici sfonderanno, non saranno in grado di cambiare la politica fiscale prima del 2020, ma cambierebbero le aspettative” per il futuro.