Moody’s declassa 10 banche italiane: colpa dell’effetto domino

17 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK – La scure di Mooody’s sull’Italia. Il downgrade del rating sovrano del 13 giugno scorso innesca l’atteso effetto domino, al quale in pochi si sottraggono (fra le altre Enel, A2A E Aeroporti di Roma): e così l’agenzia di rating Usa taglia la propria valutazione su 23 enti locali, fra cui 14 Regioni e quattro città capoluogo, su Poste Italiane, Eni, Terna, Acea, tre istituzioni finanziarie e 10 banche, fra le quali Unicredit e Intesa Sanpaolo.

La riduzione del rating dell’Italia “indica che il governo potrebbe non essere in grado di fornire supporto finanziario alle banche in difficoltà”, afferma Moody’s in una nota, sottolineando che una revisione al rialzo della valutazione delle banche è “improbabile nel breve periodo. Comunque pressioni al rialzo sul rating potrebbero svilupparsi se le banche miglioreranno in modo sostanziale il loro profilo di credito e la loro resistenza”.

Al ribasso, invece, potrebbero pesare alcuni fattori, fra i quali una prolungata recessione e un ulteriore downgrade dell’Italia. Il rating è stato tagliato di un gradino per 7 istituzioni e di due per le 6 istituzioni finanziarie restanti.

Unicredit è stata declassata a Baa2 da A3, con prospettive negative. Il rating di Intesa Sanpaolo è stato tagliato a Baa2 da A3. Analoga la valutazione per Banca Imi e Banca Monte Parma, ambedue tagliate a Baa2, così come Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza. Fra le istituzioni finanziarie, Moody’s ha rivisto al ribasso a Baa2 il rating di GE Capital, Cassa Depositi e Prestiti e Ismea. Non scampano alla forbice di Moody’s Terna, Acea, Poste Italiane ed Eni. Il rating di Snam è invece stato messo sotto osservazione per un eventuale downgrade successivo, così come quello di Finmeccanica.

Sforbiciata anche per gli enti locali. Per tutti e 23 le prospettive sono “restano negative in linea con quelle” dell’Italia. Il rating della provincia autonoma di Bolzano è stato tagliato ad A3 da A1, così come per quella di Trento. Il rating della Lombardia è stato ridotto a Baa1 da A2, con Milano declassata a Baa2 da A3. Il rating del Lazio è stato tagliato a Baa3 da Baa2. Napoli è stata tagliata a Ba1. Giù sono andate le Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, Piemonte, Veneto, Puglia, Calabria, Campania, Liguria, Umbria, Sardegna, Abruzzo, Molise, Basilicata, 4 città capoluogo di Provincia (Milano, Napoli, Venezia e Siena), oltre alle due Province autonome.

Moody’s comunica che il declassamento segue il downgrade dell’Italia deciso la scorsa settimana. Il rating di Unicredit è stato ridotto a Baa2 da A3, con prospettive negative. Intesa Sanpaolo è stata declassata a Baa2 da A3, Banca Monte Parma a Baa2 da Baa1, così come quello di cassa di Risparmio di Parma e Piacenza.
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Nota di WSI: ormai ad ogni declassamento da parte di Moody’s Investor Services tutti protestano e accusano l’agenzia di avere un’agenda anti-italiana e di perseguire oscure trame speculative. Sbagliato. E anche in questo l’Italia comincia ad essere un paese senza speranze, per gli atteggiamenti populisti dominanti. Il declassamento le banche lo meritano perche’ sono sotto-capitalizzate, mal gestite, piene di titoli tossici, con troppi occupati, in un paese in recessione. Punto. In questo caso poi il declassamento segue il downgrade dell’Italia deciso da Moody’s la scorsa settimana. Oddio, che faranno ora i magistrati di Trani, nota cittadina alla periferia di New York, NY?

L’ultima volta il copione fu recitato 15 maggio scorso. WSI pubblico’ un’agenzia dal titolo: “Moody’s declassa 26 banche, insorge l’Abi: “Aggressione all’Italia, valuteremo azioni”. Quel giorno, in una dura nota, l’associazione delle banche italiane – guidata da Giuseppe Mussari, noto gestore per anni di una delle banche piu’ bisognose di capitali in Italia, il Monte dei Paschi di Siena – giudico’ “irresponsabile, incomprensibile e ingiustificabile” la decisione di abbassare il giudizio sugli istituti di credito. E defini’ le agenzie di rating “un elemento di destabilizzazione dei mercati”.

E tra i tanti politici con la faccia buona per tutte le stagioni, il sig. Casini dichiaro’: “E’ un attentato criminale”. Bhe’, mettiamoci con pazienza a registrare le proteste in arrivo dai finti scandalizzati anche per il declassamento oggi delle 10 banche. Ma non potrebbero questi signori raccontarci tutta la verita’, con numeri e scenari alternativi, su banche e debito pubblico, invece di abbindolare la gente con finte polemiche create ad arte per distrarre? Che razza di bugiardi, questa casta al potere. (c.m.)