Monti sfida partiti e cittadini: “Gli italiani vogliono la riforma del lavoro”

28 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

TOKYO -«È una riforma che certamente provoca alcuni risentimenti e discussioni anche aspre in questo momento nel paese, ma ho l’impressione che la maggioranza degli italiani percepiscano questa riforma del lavoro come un passo necessario nell’interesse dei lavoratori». Monti parla da Tokyo, davanti alla platea degli investitori. «Sono fiducioso», dice, anche perchè‚ l’esempio delle pensioni «mi lascia ben sperare» ed inoltre «credo nella persuasione».

La percezione degli italiani aggiunge il presidente del Consiglio alla conferenza organizzata dal Nikkei, il colosso dei media economici nipponici – è che la riforma del lavoro «alla fine promuoverà l’interesse dei lavoratori, sia attuali che futuri, in modo più efficace di quanto non lo faccia l’attuale sistema che, mi spiace, ma scoraggia le imprese italiane dagli investimenti nel Paese, così come quelle straniere».

Monti rivendica a merito dell’esecutivo l’aver «ridotto le distanze dal cosiddetto sistema della “flex security” di Paesi come la Danimarca» e ricorda che questo significa appunto passare dalla protezione del posto di lavoro, «come è attualmente in Italia», a una maggiore protezione dell’individuo che perde il lavoro, «con il training, con i cosiddetti ammortizzatori sociali e una drastica riduzione della segmentazione del mercato fra lavoratori attuali, molto protetti, e una totale assenza di protezione soprattutto fra i giovani». Ed è proprio a loro che il presidente del Consiglio fa riferimento osservando che «vorrebbero entrare nel mercato del lavoro ma hanno difficoltà perchè le imprese hanno paura di assumere, perchè è molto difficile licenziare anche per ragioni economiche».

Parla anche di tempi, Monti: «Il Parlamento inizierà presto a discutere e speriamo concluda l’esame con l’approvazione prima dell’estate». E sulle polemiche dei giorni scorsi: «Gli italiani sembrano apprezzare un modo di affrontare le questioni concrete in modo moderato e non concitato». Infine, una stoccata ai partiti: «Nonostante il calo degli ultimi giorni, a causa delle misure sul mercato del lavoro, il governo gode di un forte consenso nei sondaggi di opinione, ma i partiti no».
Intanto, da Bruxelles, arriva un richiamo alla responsabilità dei partiti. «La responsabilità per una rapida adozione di una riforma efficace è ora del Parlamento» ed «è importante che l’obiettivo e l’ambizione del testo finale sia proporzionato alle sfide del mercato italiano» si legge in una nota della Commissione.

«L’Italia dovrebbe varare la riforma del lavoro rivedendo alcuni aspetti della legge sulla protezione dell’impiego e il suo frammentato sistema di sussidi alla disoccupazione»- spiega la Commissione- e il testo approvato dal governo «ha l’ambizione di affrontare le rigidità della protezione del lavoro».

Ma la tensione resta alta: i metalmeccanici della Uilm hanno proclamato a livello nazionale 4 ore di sciopero generale di tutta la categoria. «Con il governo proprio non va e contiamo su una azione del Parlamento», anche dopo «la modifica dell’articolo 18» per i licenziamenti economici, sostiene il sindacato. Per la Uilm una risposta sul tema dell’articolo 18 è «necessaria prima dell’estate». Lo ha sottolineato il segretario generale Rocco Palombella parlando ai componenti della direzione nazionale, riunita questa mattina.

La Uilm «proclama a livello nazionale 4 ore di sciopero generale di tutta categoria perchè – spiega il sindacato con una nota – il governo tuttora ci deve altrettante risposte rispetto a: la modifica dell’articolo 18 per la parte relativa ai licenziamenti economici; la risoluzione del problema sospeso dei lavoratori ’esodatì; la decontribuzione degli aumenti contrattuali e dei premi di produzione; l’insostenibile pressione fiscale». Sul tema dell’articolo 18 «siamo consapevoli che l’azione per condizionare i passaggi del disegno di legge sulla riforma del mercato del Lavoro sar… articolato e prolungato. In tal senso, non escludiamo ulteriori manifestazioni ed azioni di lotta, oltre a quella enunciata oggi, perchè ci prefiggiamo di ottenere un risultato utile per i lavoratori prima dell’avvento della stagione estiva».