Monti: “Macron non sarà nostro alleato sul deficit”

12 Maggio 2017, di Mariangela Tessa

Se l’Italia si aspetta che Emmanuel Macron sia un alleato per rendere le regole del Patto di Stabilità più flessibili, meglio mettersi l’anima in pace. Il neo presidente francese non è proprio nella posizione giusta per farlo poiché sul piano delle riforme strutturali e della riduzione del disavanzo pubblico, “tra i grandi Paesi europei, la Francia è quella che sta peggio, anche rispetto all’Italia”.

Ne è convinto l’ex premier Mario Monti, che in un ‘intervista sulla Stampa si dice convinto che

“la Francia di Macron, volendo riconquistare un ruolo in Europa, sentirà anzitutto il bisogno di mettersi un po’ più in regola e quindi non darei per scontato che altri Paesi, Italia compresa, possano contare subito sull’appoggio francese per una diversa politica economica”

D’altronde, spiega meglio:

“In questi anni una delle ragioni per cui la Germania è stata così contraria ad aperture significative sul Patto di Stabilità, derivava dalla delusione e dalla preoccupazione per il suo principale partner, la Francia, che nulla andava facendo sul piano delle riforme strutturali e della riduzione del disavanzo pubblico”

Ora dunque per Monti

“si apre una fase interessante: la Francia deve cercare di riconquistare quel ruolo che ha sempre avuto in Europa e che ha perso e per farlo dovrà togliere argomenti a chi, in Germania, potrebbe tornare a dire: guardate neppure con Macron, la Francia sta più al gioco europeo”. 

E parlando dell’Italia:

“Se nella cultura politica italiana persiste l’idea che la maggior crescita non c’è, perché non ci è consentito di avere un maggior disavanzo pubblico, allora francamente il problema non è dell’Europa. (…) Occorre sperare di avere, non più margini di flessibilità generica e maggiore disavanzo per spesa pubblica di consumo e di trasferimento (bonus di un tipo o dell’altro), ma in modo permanente un maggior spazio per investimenti pubblici. Questi sì, possono generare maggior crescita”.