Monti e lobby: dopo MPS, il “regalino” a Finmeccanica

20 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Almeno il governo Monti avrebbe potuto essere più chiaro e dire alle famiglie italiane che parte del bottino raccolto con l’Imu e le altre varie tasse sarebbe servita per aiutare le lobby, e non solo attive nel mondo delle banche. Arriva infatti anche il “regalino” al colosso della difesa aerospaziale Finmeccanica.

Dunque, oltre al salvataggio della banca senese MPS, Monti & Company si preparano ad aiutare la società che opera nel settore della difesa.

Come? Con un provvedimento presente nella legge di Stabilità, che prevede il finanziamento di 8,4 miliardi di euro alle aziende italiane che operano nel settore aerospaziale. Finanziamento della durata di 16 anni. E il titolo Finmeccanica, ovviamente, in una sessione debole per Piazza Affari, si conferma tra i migliori del Ftse Mib.

Il Senato ha intanto votato la fiducia al governo sulla legge di stabilità, incluso il Pdl. Un vero e proprio testo “monstre” dopo la consegna del maxi-emendamento. Si ritorna al “testo illeggibile”, come aveva detto a suo tempo il presidente Giorgio Napolitano.

Ai 34 3 commi della numerazione principale, se ne aggiungono altri 211 indicati come bis, ter, quater, ecc.

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ARRIVA PROROGA STOP INCROCI STAMPA-TV – Il governo accoglie nel maxiemendamento la proroga allo stop degli incroci stampa-tv. Sulla norma, non votata in commissione Bilancio, era stata infatti raggiunta un’intesa ‘politica’. La proroga sposta il divieto di incroci proprietari al 31 dicembre 2013.

Pioggia di micro-norme di settore o locali. Tra le norme, invece, significative ci sono i finanziamenti di 150 milioni l’anno fino al 2029 della Tav Torino-Lione, 100 milioni per il Fondo ordinario delle Università, 52,5 milioni per i Policlinici gestiti direttamente da università non statali (più 12,5 milioni per il Bambin Gesù di Roma e 5 milioni alla Fondazione Gaslini di Genova), l’aumento da 10 a 70 milioni per il turn over nel comparto sicurezza, 40 milioni per l’editoria e 15 per l’emittenza locale.

Naturalmente questi si aggiungono a quelli approvati nei giorni scorsi, come il miliardo e 400 milioni a favore di Comuni e l’aumento del Fondo per la Cig in deroga a 1,7 miliardi. (ANSA)