Monti, al governo: la patrimoniale non è “nulla di strano”

2 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Torna a far parlare di sé Mario Monti, il professore della Bocconi che nel 2011 fu l’artefice insieme all’ex ministro del lavoro Elsa Fornero, di una manovra ribattezzata lacrime e sangue che allungò l’età pensionabile e introdusse maggiori tasse. Per risolvere i problemi economici che vive oggi l’Italia la soluzione per l’ex premier è una sola: la patrimoniale.

Non ci sarebbe niente di strano. Una patrimoniale annuale ad aliquota moderata esiste in vari Paesi che consideriamo civili come o più del nostro.

“Se vogliamo che l’occupazione aumenti, non basta stimolare la domanda, meglio se con gli investimenti che invece scarseggiano. Occorre anche rendere meno pesanti, come avviene in altri paesi, gli oneri fiscali e sociali sul lavoro”.

Così Monti durante un’intervista a Il Foglio in cui punta il dito contro il governo Lega-5Stelle.

“Il punto però è un altro, secondo me. Per introdurre un’imposta patrimoniale, ci vuole un governo serio. Serio nel senso che tenga più al bene del paese che al proprio consenso giornaliero nei sondaggi.

Finora il governo non ha risposto alle parole di Mario Monti ma sulla patrimoniale si era detto contrario poco tempo fa il vicepremier Luigi Di Maio.

Non ci sarà nessuna manovra correttiva e nessuna patrimoniale”.