Monito all’Italia dall’Ocse: vigili sui conti pubblici, il debito pesa

25 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(in aggiornamento)

Roma – ”Ci sono seri rischi” al ribasso per la crescita globale ”a causa degli elevati debiti pubblici”, cosi’ Mario Draghi, governatore della Banca di Italia e presidente del Financial Stability Board, intervenendo in una conferenza a Berlino, secondo quanto riporta Market News International. Sulla politica monetaria Draghi ha spiegato come ”sia necessario avviare una normalizzazione”. (ASCA)

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Parigi – La ripresa dell’economia mondiale sta divenendo piu’ generale e in grado di sostenersi da sola tuttavia restano dei rischi potenziali e la crescita mostra due velocita’ fra i paesi emergenti e quelli sviluppati che continuano a recuperare in maniera moderata. Queste le previsioni del rapporto semestrale Ocse secondo cui il tasso di disoccupazione dei paesi dell’area, la cui crescita del Pil si fermera’ al 2,3% quest’anno contro il 4,2% del mondo, rimane ben al di sopra dei livelli pre-crisi con una stima in lieve calo al 7,9% che scendera’ al 7,4% nel 2012.

ITALIA MANTENGA VIGILANZA SU CONTI, PESA DEBITO – L’Italia deve mantenere la stretta vigilanza sui conti pubblici dimostrata fino a ora a causa del suo alto debito rispetto al Pil. E’ quanto chiede l’Ocse nel suo economic outlook secondo cui ”dopo aver raggiunto un deficit inferiore a quello previsto nel 2010”, ”il governo italiano sta mantenendo i suoi precedenti obiettivi di bilancio per il 2011 e 2012”. Cio’ richiede, nota l’Ocse, ”un mantenimento dello stretto controllo sulla spesa e sugli ulteriori miglioramenti nelle entrate fiscali”. Questa vigilanza ”e’ necessaria a causa dell’altro rapporto debito/Pil, seppure questo sia in via di riduzione nel 2012, oltre al probabile aumento nel costo del finanziamento del debito visto che i tassi di di interesse sono previsti in salita nel medio termine”. L’Ocse ricorda inoltre come il piano nazionale di riforme dell’esecutivo contenga una vasta lista di priorita’ ”che deve essere effettivamente portata a termine in modo da migliorare il potenziale dell’economia e cosi’ ridurre il peso del debito attraverso la crescita del Pil”.

GIAPPONE, DA SISMA IMPATTI MEDIO TERMINE ECONOMIA – Il sisma e successivo tsunami che ha colpito il Giappone non avrà impatti diretti sull’economia mondiale nel breve ma potrebbe averli nel medio termine in maniera indiretta, a causa dei problemi di produzione nei settori dell’auto e dell’elettronica. E’ quanto scrive l’Ocse nel suo economic outlook in un focus dedicato al paese. L’economia giapponese, ricorda l’organizzazione, conta per l’8,7% del Pil mondiale e anche se dovesse verificarsi “un grande impatto negativo nelle importazioni in Giappone a causa del calo della domanda questo dovrebbe avere solo un piccolo effetto diretto”. Tuttavia, nel medio termine, l’impatto indiretto “potrebbe essere più severo” a causa della riduzione delle esportazioni industriali giapponesi strettamente interconesse con la produzione in Europa e Stati Uniti, L’Ocse cita così gli episodi già verificatisi nell’industria dell’auto dove alcuni produttori hanno dovuto fermare la produzione temporaneamente a causa della scarsità di componenti provenienti dal Giappone. Problemi potrebbero sorgere anche nell’industria dell’elettronica che fornisce buoni quantitativi di prodotti specifici agli Stati Uniti.

ITALIA RISPETTERA’ OBIETTIVI RIDUZIONE DEFICIT NEL 2012 – L’Italia dovrebbe raggiungere gli obiettivi di riduzione del deficit al 2012 previsti dal governo nel programma di stabilità. E’ quanto si legge nell’Economic Outlook dell’Ocse secondo cui il deficit scenderà al 3,9% del Pil nel 2011 e al 2,6 l’anno successivo, in linea così con le stime dell’esecutivo (3,9 e 2,7%) e rispettando i parametri europei. Questo, spiega l’organizzazione, “dovrebbe essere più facile da raggiungere dato il miglioramento già visto nel 2010” con un calo dal 5,3 al 4,5%. “Va notato inoltre che le proiezioni sono basate su una più bassa, prudente aspettativa di crescita rispetto al precedente programma” il quale “conferma anche che il governo cercherà di portare il bilancio verso il pareggio nel 2014”. Un obiettivo “importante se il rapporto debito/Pil sarà ridotto nel medio termine, visto che i tassi di interesse in rialzo potrebbero generare un aumento del finanziamento a servizio del debito”.

REHN, GRECIA CASO PIU’ DIFFICILE TRA I PAESI SALVATI – “La Grecia è il caso più difficile” fra i tre Paesi che hanno ricevuto il salvataggio targato Ue-Fmi. Lo ha detto il Commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, durante una tavola rotonda a Parigi organizzata dall’Ocse, secondo quanto scrive Bloomberg. Il Commissario ha sottolineato che la Ue è riuscita a contenere la crisi in Grecia, Irlanda e Portogallo.

TREMONTI, AVANZA TEMA REGOLE GLOBALI PROPOSTO DA ITALIA – Le regole del ‘global standard’ proposte dall’Italia al G8 “stanno avanzando” e si nota “un progresso rispetto all’anno scorso”. E’ quanto afferma il ministro dell’Economia Giulio Tremonti arrivando alla riunione ministeriale dell’Ocse. “L’anno scorso c’era la presidenza italiana. Siamo venuti a vedere come si coltiva la vigna delle regole” ha spiegato, ricordando come “la vigna fu piantata dalla presidenza italiana del G7-G8 e sta avanzando e quanto propone l’Ocse sulle regole: integrity, trasparency, property è assolutamente un progresso rispetto all’ anno scorsò. Il ministro dell’economia ha ricordato che certo, “si tratta di un processo. Non hai tutto istantaneo, ma è importante. E’ fondamentale che le regole devono farle i governi, la politica, le organizzazioni internazionali come questa”. Questi soggetti “devono proporle, farle avanzare, non sono una cosa privata e non sono una cosa solo finanziaria. I tre principi riguardano tutto lo spettro dell’economia ma soprattutto la morale e i comportamenti”.

GURRIA; S&P SU ITALIA? NOSTRO GIUDIZIO INVARIATO – La recente decisione di Standard and Poor’s di tagliare l’outlook dell’Italia non “cambia per nulla la nostra valutazione” sul paese recentemente espressa. E’ quanto afferma il segretario generale dell’organizzazione Angel Gurria a margine della presentazione dell’economic outlook cui segue la riunione ministeriale. “Noi non siamo un’agenzia di rating – ha spiegato – siamo l’Ocse e meno male”. Fonti dell’organizzazione hanno d’altra parte sottolineato come le agenzie di rating stiano continuando a produrre effetti prociclici attraverso le loro decisioni sui rating degli stati sovrani. Gurria ha detto poi di non voler commentare “cifre non ufficiali” a chi gli chiedeva di una possibile manovra aggiuntiva da 40 miliardi per garantire il pareggio di bilancio al 2014. (ANSA)