Milano migliore d’Europa, si lavora a ruolo ponte del Fmi

18 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La Borsa di Milano archivia l’ultima seduta della settimana risalendo dai minimi testati durante le prime ore della mattinata. L’indice Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,23%, Londra cede lo 0,98%, Francoforte lo 0,75%, Parigi lo 0,29%, positiva Madrid.

La giornata e’ stata molto volatile, a causa degli effetti delle scadenze tecniche di novembre. In ogni caso, i timori sulla questione dei debiti sovrani vengono smorzati soprattutto da un’indiscrezione di stampa, secondo cui la Bce sarebbe pronta a erogare prestiti al Fondo Monetario Internazionale, per fare in modo che quest’ultimo aiuti i paesi Piigs più in difficoltà.

Inoltre altri rumor parlano di acquisti di bond spagnoli e italiani da parte della stessa Bce, a un ritmo più aggressivo rispetto al solito. L’azione dell’istituto di Francoforte sul mercato dei bond è chiaramente riflessa negli spread oltre che nel mercato dei tassi di cambio. Lo spread BTP/Bund continua a scendere a quota 462 punti base, a fronte di un rendimento al 6,614%. Il prezzo del Btp con scadenza settembre 2021 si e’ attestato a 87.313 (+1.173).

Il Ftse Mib era arretrato fino ai livelli di parità mezz’ora prima della chiusura; tra i titoli bancari Unicredit +1%, Ubi Banca +2,16%, Mediobanca -2,7%, Intesa SanPaolo +3,11%, BPM sospesa per eccesso di ribasso, MPS +0,63%, Banco Popolare +0,60%. In particolare Mediobanca tratta attorno ai 5,1 euro, ovvero ai minimi dal marzo del 2009, dopo l'”underweight” confermato da JP Morgan.

Sugli altri settori Diasorin -1,54%, Autogrill -1,99%, Fiat -2,16%, e torna a registrare un tonfo Finmeccanica -6,5%. Schiacciata in fondo al listini principale anche Telecom Italia (-1,54%). In ribasso gli altri listini: Londra -0,94%, Francoforte -0,51%, Parigi +0,03% e Madrid +0,53%.

L’attenzione rimane non solo sull’Italia, ma anche su Spagna e Francia: il differenziale Spagna/Germania è schizzato infatti stamane fino a 503 punti, superando brevemente e per la prima volta dopo tanto tempo quello italiano, mentre il differenziale Francia/Germania è balzato sopra i 200 punti. La Bce ha posto però un freno ai forti smobilizzi dei bond e al momento si nota un forte calo soprattutto dello spread spagnolo, che torna a 434 punti, dunque di nuovo in calo contro quello italiano e quello francese è in flessione a 160 punti.

Tuttavia i movimenti sugli spread, in generale, diventano sempre più repentini e improvvisi, anche sulla scia delle ultime aste di Spagna e Francia. Leggi asta spagnola e asta francese.

In più, inizia a preoccupare anche la performance dei rendimenti dei Bund, indicativa secondo Morgan Stanley di un cambiamento di rotta da parte degli investitori internazionali.

L’attenzione in Italia rimane sul governo Monti, che ha ricevuto il plauso di Fitch e anche della stampa internazionale, e che oggi ha ricevuto la fiducia della Camera. Il Financial Times parla infatti di “un’ancora di salvezza” per il paese.

Sul fronte del mercato valutario, l’euro sale dello 0,44% a $1,3525, mentre contro il franco svizzero cala dello 0,17% CHF 1,2388. Il rapporto eur/yen è in crescita dello 0,25%, a JPY 103,95.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono piatti con +0,04%, a $98,86 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in crescita dello 0,55%, a $1.729,60.