Milano inizia l’ultima settimana dell’anno in rosso

27 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari conclude in rosso la giornata che dà il via all’ultima seduta dell’anno. La borsa milanese come le principali borse del Vecchio Continente, ha avviato le contrattazioni già al ribasso dopo la decisione presa sabato scorso dalla People Bank of China di alzare i tassi di interesse. La giornata è stata caratterizzata da scambi sottili, visto l’aria prefestiva e la chiusura della borsa di Londra che ha dato il proprio contributo per una sessione tranquilla. Scarna anche l’agenda macro priva di dati europei, mentre, d’oltreoceano, i soli due dati della giornata sono stati l’indice FED di Dallas che, a dicembre, è scivolato sotto le attese. Migliora, invece dello 0,4%, nel mese di novembre l’indice FED del settore manifatturiero americano del Midwest. Il dato si attesta a 81,1 punti, rispetto agli 80,8 punti rivisti di ottobre. Ad accendere la miccia delle vendite ha anche contribuito, lo spettro della crisi del debito europeo, ormai quasi giornalmente acuito dai continui interventi delle agenzie di rating sui Paesi più a rischio. A questo proposito proprio per supportare il debito pubblico dei Paesi dell’Eurozona, nella settimana chiusa lo scorso 24 dicembre, la BCE che ha acquistato 1,121 miliardi di titoli di Stato dei Paesi UE . Finora la banca Centrale Europea ha speso 73,5 miliardi di euro in titoli di Stato con questo scopo. Sul valutario l’euro si conferma tonico nei confronti del dollaro a 1,3152 usd, mentre tra le commodities il petrolio arretra a 91,01 dollari al barile, dopo aver toccato massimi di 91,88 grazie che l’ondata di gelo che ha investito l’Europa e gli Stati Uniti. Il Ftse all Share chiude in calo dell’1,16%, a 21.238 punti, mentre il Ftse Mib scivola dell’1,25% a quota 20.513. Il paniere principale è completamente tinto di rosso, fatta eccezione per Saipem che con un lieve rialzo è la migliore del FTSE Mib. Fiat, invece è la peggiore del listino. Il Lingotto, dopo un avvio vivace sulla scorta del via libera all’accordo su Mirafiori, ha invertito la rotta accodandosi all’intero benchmark europeo, messo KO dopo il taglio delle stime sulle vendite di auto in Cina. Si teme infatti che le misure restrittive varate da Pechino per limitare la congestione del traffico nei grandi centri possano impattare negativamente sul mercato dell’auto cinese. La scivolata dell’automotive europeo trascina giù anche Pirelli e la cassaforte degli Agnelli Exor. Per il resto non si può dire che le vendite abbiano risparmiato qualche settore. Frazionali ribassi per Autogrill che non ha tratto vantaggio dopo la notizia del fine settimana di due nuove commesse negli USA. In rosso Italcementi, all’ultima settimana sul principale paniere visto che lo dovrà abbandonare per far posto a Fiat Industrial. Giornata decisamente negativa per le banche che soffrono anche di più del settore europeo. La sessione è andata meglio per l’ampio, che ha visto Meridiana Fly chiudere con rialzi oltre nove punti e mezzo percentuali dopo l’annuncio dell’estensione dei finanziamenti da parte delle banche. Giornata di guadagni per Crespi. A dare la spinta al titolo la notizia che la società, nella serata di giovedì, ha raggiunto un accordo per la ristrutturazione del debito con le banche creditrici. Chiude in rally anche Kerself che prosegue sull’onda degli acquisti iniziato ormai da metà dicembre in attesa di eventuali mosse dai soci russi, che potrebbero diventare azionisti di riferimento. Bene TerniEnergia che da domani entrerà a far parte del segmento STAR, frazionali rialzi per Astaldi che ha ottenuto una commessa in Algeria.