Milano +3,68%, addio premier vale già 120 punti di spread

11 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La Borsa di Milano accelera ancora sul finale e chiude in rialzo del 3,68% sui massimi di giornata, confermandosi il listino migliore in Europa. Dopo l’approvazione del Senato della legge di stabilita’ con 156 si, 12 contrari e un astenuto, la norma passa alla Camera. Gli operatori scommettono su un governo tecnico guidato dall’ex commissario Ue Mario Monti e le vicende politiche italiane rimangono al centro dell’attenzione. Intanto il mercato valuta e porta all’incasso vari miliardi di euro (circa 7) sia con i rialzi dei prezzi dei titoli di stato sia con i rialzi in borsa, alla prospettiva dell’avvicinarsi di un’uscita di scena di Silvio Berlusconi contestualmente all’avvio di un nuovo governo. Occhio alla Grecia, con i rendimenti sui titoli a due anni che sono balzati al nuovo massimo dall’introduzione dell’euro, al 110,80%.

Piazza Affari (Ftse Mib +3,68%) beneficia dello smorzarsi delle tensioni sul mercato dei titoli di stato, con lo spread Italia-Germania che scende sotto i 500 punti base, a 454 punti base, e i rendimenti sul decennale che calano sotto il 7% – il livello considerato dai mercati insostenibile – attestandosi al 6,412%. Rimangono però eccessivamente elevati i tassi dei titoli a 5 anni, intorno al 6,5%.

Intanto la Consob ha deciso di prolungare il divieto sulle vendite short di titoli finanziari e altri asset derivati fino al 15 gennaio del 2012. Mario Monti dovrebbe insediarsi a Palazzo Chigi domenica e lunedi’ ci sara’ gia’ il primo test sul primario per l’Italia, con un’asta di medio-lungo termine.

Cruciali saranno per il destino dell’Italia le prossime ore, in quanto entro il fine settimana si prevede l’approvazione del Parlamento della legge di stabilità, che contiene il maxi emendamento delle misure di austerity promesse all’Unione europea e l’annuncio anche di un nuovo governo. I principali capitoli di intervento riguardano le dismissioni di immobili pubblici e terreni agricoli di proprietà dello Stato, la partecipazione degli enti locali alla riduzione del debito pubblico e un dispositivo per assicurare che dal 2026 l’età di accesso alla pensione di vecchiaia salga per uomini e donne a 67 anni.

L’ipotesi di un esecutivo tecnico guidato dall’ex commissario Ue piace ai mercati: ma Berlusconi torna alla carica e propone una golden share sul nuovo governo, ribadendo la sua disponibilità ad appoggiare un governo Monti, ma mettendo bene in chiaro che restando il Pdl partito di maggioranza relativa, deve anche essere determinante nella stesura del programma e non solo nella scelta della composizione dell’esecutivo. I giochi sono aperti, in quanto dall’altra parte Monti vorrebbe formare un governo composto appunto da tecnici e non da politici.

In generale, il Vecchio Continente è positivamente influenzato anche dalla ripresa dei mercati asiatici, condizionati a loro volta dal recupero di Wall Street sul finale ieri. Parigi sale del 2,82% Londra fa +1,77% Francoforte +3,26%.

Mentre sul mercato del debito pubblico italiano sono arrivati i primi segnali di normalizzazione, come effetto della chiarificazione politica di mercoledi’ sera, quando il presidente Napolitano ha ridabito che le dimissioni di Berlusconi erano irrevocabili, gli speculatori e investitori del rischio paese prendono di mira la Francia.

Come volevasi dimostrare, l’addio del premier itsaliano valeva 100 punti di spread e anche piu’, infatti si e’ scesi dal picco di 575 punti, fino a 456 punti. Un divario di 119 punti. Il rendimento e’ calato al 6,405% mentre quello dei titoli a 5 anni si trova al 6,52%. Se Monti ce la fa e presenta una squadra convicente, lo spread puo’ scendere fino a 400-350 punti, anche perche’ adesso il tiro al piccione riguarda la Francia, come riferiscono i risk-manager delle banche.

Nonostante i progressi dell’Italia, Parigi, a detta degli operatori, potrebbe essere la prossima vittima tra i partner di un sistema monetario, quello dell’euro, che ricalca il vecchio Gold Standard degli Anni 30. Stamattina il rendimento dei titoli decennali francesi viaggiava al 3,40% con un spread sul Bund a 160 punti, poco distante dal picco storico di 166 punti toccato ieri. Prima della crisi finanziaria (2007) i tassi francesi e tedeschi erano stati pressoche’ allineati per piu’ di un decennio. Ora invece si registra una differenza che non si vedeva dai tempi della crisi valutaria del 1992. “Sulla Francia il focus e’ sul deficit pubblico, ben piu’ alto di quello italiano e sulla mancanza di un avanzo primario in grado di ridurre il debito”, spiega un trader dell’obbligazionario.
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Detto questo, “il progresso nella formazione di un nuovo governo sia in Italia che in Grecia potrebbe sostenere l’ottimismo – hanno commentato gli strategist del reddito fisso facendi capo a Michael Rottman, di Unicredit, in una nota riportata da Bloomberg – Tuttavia, l’incertezza rimane elevata”.

L’evoluzione della situazione italiana vista da Bloomberg

Rientrate le indiscrezioni che parlavano di un imminente revisione al ribasso del rating francese. Tuttavia è importante segnalare che Egan Jones – la quarta agenzia di rating piu’ importante dopo le tre grandi S&P, Moody’s e Fitch) e’ stata la prima ad avvertire che il merito sul credito dello stato transalpino sta peggiorando e che per questo e’ stato sottoposto a revisione per un possibile declassamento. Alla fine ha avuto comunque la meglio la smentita di S&P del messaggio che suggeriva il downgrade del debito francese. Citati errori tecnici.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, occhio ai risultati di bilancio di Telecom (9 mesi in rosso per 1,2 mld di svalutazioni) e di Saras. Sull’indice, si mettono in evidenza come titoli migliori Pirelli +3,11%, Intesa SanPaolo +2,63%, Parmalat +2,58%.

In forte rally soprattutto Banca Popolare di Milano +10%, che era stata sospesa per eccesso di rialzo all’indomani della pubblicazione dei risultati di bilancio e nonostante lo scandalo dell’inchiesta sull’ex presidente Massimo Ponzellini. Tra l’altro, le ultime novità parlano di una lettera inviata da Bankitalia, riguardo alla recente fusione tra le controllate Banca di Legnano e Cassa di Risparmio di Alessandria.

Bene anche Telecom (+3,55%): Franco Bernanbé ha confermato i progressi e ha confermato i target, che erano stati già annunciati al mercato. Giù invece i titoli del Lingotto, con Fiat -1,17% e Fiat Industrial -0,39%.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dell’1,14%, a $98,89 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in crescita dell’1%, a $1.777,20 l’oncia.

Sul fronte del mercato valutario, l’Euro riagguanta e supera quota $1,37, (+0,97%), a $1,3740, mentre torna a essere piatto nei confronti del franco svizzero a CHF 1,2330. Contro lo yen avanza dello 0,20%, a JPY 105,87.