Merkel mente: Deutsche Bank sarà salvata. Fusione con questo colosso?

28 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Il colosso bancario tedesco Deutsche Bank rimane sotto i riflettori, dopo le dichiarazioni arrivate dai vertici e sulla scia delle ultime indiscrezioni trapelate dalla stampa tedesca. La banca sarà salvata, a dispetto di quanto affermano la cancelliera tedesca Angela Merkel e il numero uno della banca, John Cryan. E’ quanto riporta il settimanale tedesco Die Zeit.

Il contenuto dell’articolo è stato ripreso da Reuters, che scrive che il governo tedesco e le autorità finanziarie stanno preparando un piano di salvataggio per Deutsche Bank. Il piano consentirebbe a Deutsche Bank di varare un aumento di capitale a condizioni vantaggiose per pagare la maxi-multa imposta dal dipartimento di Giustizia Usa, del valore di $14 miliardi.

Precisamente, stando alla bozza del piano, alla banca verrebbe consentita la vendita di asset ad altre banche a prezzi che ridurrebbero il valore dell’operazione di aumento di capitale.

Secondo Die Zeit il governo tedesco sarebbe pronto ad andare anche oltre, acquistando una partecipazione del 25% della banca.
Considerata l’attuale capitalizzazione di mercato, l’acquisto avverrebbe a un valore di appena 3,8 miliardi di euro, a fronte della maxi multa arrivata dal dipartimento di Giustizia Usa, del valore di $14 miliardi.

Emergono altri dettagli sul piano, rilasciati dalle agenzie di stampa Bloomberg e Reuters.

  • Il piano di bailout verrebbe attivato solo se Deutsche Bank non disponesse di risorse fresche di capitali, e non potesse attingere al mercato.
  • Nel peggiore degli scenari, il governo tedesco acquisirebbe una quota del 25% nella banca.
  • Tuttavia, il governo spera che Deutsche Bank non abbia bisogno di aiuto.
  • Proprio qualche ora fa sono state diffuse le dichiarazioni di John Cryan, numero uno di Deutsche Bank, rilasciate nel corso di una intervista al quotidiano tedesco Bild. Cryan ha sottolineato:

    “In nessun modo ho chiesto un aiuto alla cancelliera, né ho suggerito nulla del genere”.

    Intanto un articolo del Wall Street Journal esamina il caso, elencando le quattro opzioni a cui Merkel potrebbe ricorrere – a dispetto dei commenti ufficiali – per aiutare il gigante bancario ingolfato di derivati.

    • Utilizzare il canale delle relazioni tra Berlino e Washington per chiedere che il dipartimento di Giustizia Usa abbassi la multa da $14 miliardi.
    • Fare ricorso a una clausola-scappatoia della legge di salvataggio delle banche dell’Ue. La scappatoia prevede una ricapitalizzazione, a scopo preventivo, di una banca che non abbia superato gli stress test.
    • Sempre il governo potrebbe orchestrare un aiuto per Deutsche Bank da parte del settore privato o incoraggiare la banca a smobilizzare la sua divisione di asset management -e anche fiore all’occhiello- ovvero DWS, che vale diversi miliardi di euro.
    • Oppure, Merkel potrebbe promuovere la fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank. In questo modo, dal momento che, a seguito del bailout del 2009 il governo tedesco detiene una quota del 15,6% nel capitale di Commerzbank, la fusione potrebbe essere utilizzata per iniettare fondi pubblici nel capitale di Deutsche Bank senza fare apparire l’operazione un aiuto di Stato. Insomma, un aiuto di Stato mascherato.

    Il titolo Deutsche Bank oggi sale, beneficiando anche della notizia relativa alla vendita, per un valore di quasi 1 miliardo di euro, della sua divisione Abbey Life, l’unità di assicurazione del Regno Unito. Le quotazioni sono salite di oltre +3% all’inizio della sessione della borsa di Francoforte, a quota 10,89 euro, rispetto ai 10,50 euro della scorsa notte. Ma il titolo vale la metà rispetto allo scorso anno.

    Arriva anche il commento di Axel Weber, presidente della banca svizzera UBS ed ex presidente della Bundesbank. Weber è convinto: Deutsche Bank non causerà una crisi alla Lehman Brothers:

    “Le banche hanno aumentato il loro capitale per 7 volte, alcune lo hanno fatto 10 volte, rispetto al periodo precedente lo scoppio della crisi. Con tutte queste regolamentazioni, il sistema (bancario) stesso è molto più stabile, così come lo sono le singole banche. L’interconnessione tra le banche è stata largamente ridotta a un livello sostenibile. A mio parere, il sistema ora è molto più stabile”.

    Alla domanda: “Dunque, non siamo di fronte a un momento Lehman?”, Weber risponde:

    “No, siamo molto lontani se pensiamo al livello di solidità delle banche oggi, rispetto a quello del 2007-2008.