Mercato immobiliare, 2020 negativo ma danni contenuti

21 Gennaio 2021, di Mariangela Tessa

Il 2020 del mercato immobiliare italiano, pur se molto negativo a causa della pandemia, è riuscito a contenere i danni. A fare un bilancio dello scorso anno, Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma, che ha spiegato:

“Si è riusciti a resistere in un contesto che flette del 10% in termini di Pil rappresenta un dato straordinario. Poi abbiamo una debolezza istituzionale in cui ci troviamo ad operare. Il settore immobiliare ha retto, anche in ragione di misure di salvaguardia che hanno consentito di attenuare gli effetti sui bilanci delle famiglie”.

Come ha spiegato Dondi, il 2020 è stato caratterizzato da “due trimestri negativi, come era logico che fosse per via dei lockdown, e un terzo trimestre di straordinaria esuberanza”.

Anche nel corporate, con investimenti per 8,8 miliardi di euro (-30% rispetto al 2019, che era stato un anno record), “è andata meglio del previsto, un risultato insperato, anche perché abbiamo rimpiazzato molta della domanda straniera con domanda italiana e questo alla luce delle evoluzioni del mercato negli ultimi anni era qualcosa di imprevedibile”.

Secondo Dondi sono stati salvaguardati livelli di mercato, di canone e di tasso, ma il punto è capire se questi livelli siano sostenibili.

“La scommessa fatta implicitamente è che sia sostenibile nel medio periodo, ma questo e’ da dimostrare. Bisognerà capire se l’attivismo che si è visto nel 2020 sia stato razionale e consapevole o un azzardo che potrà essere rimpianto nei prossimi mesi”, ha detto. In questo contesto, secondo il numero uno di Nomisma, bisogna tenere anche conto della “debolezza istituzionale nella quale ci troviamo a operare”, che “è l’esito di mesi di difficoltà e fibrillazioni che hanno portato a un indebolimento dell’azione di Governo”.

Mercato immobiliare, calano le transazioni

Ad accendere i riflettori sul un 2020 in chiaroscuro per il mercato immobiliare italiano, ci ha pensato anche  il rapporto di Jll secondo cui, in un anno messo sotto pressione dalla pandemia, è andata bene alla logistica (+3% anno su anno), il settore degli alternatives (+45%), l’assistenza sanitaria (+57%) e il living.

I volumi totali in Italia hanno raggiunto nel 2020 circa 8,3 miliardi di euro, in calo del 33% annuale e del 15% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. I volumi sono in linea con i livelli del 2018.

I consumi del retail torneranno ai livelli pre-Covid solamente nel 2023 mentre il canale online e quello fisico continueranno a mescolarsi fino a diventare complementari. Nel breve-medio periodo ci aspettiamo che gli investitori si mantengano cauti verso il settore e che proseguirà la pressione sui canoni.

Per quanto riguarda il settore alberghiero, la pandemia ha fatto registrare un -76% annuale nel volume di investimento.

Infine, il settore Office ha registrato un calo del volume degli investimenti pari al 34% su base annua.