MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (14/07/04)

14 Luglio 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: il dato sulla bilancia commerciale USA del mese di maggio ha registrato un deficit mensile al di sotto delle attese, grazie ad un andamento molto positivo delle esportazioni, cresciute del 2,9% m/m a fronte di una variazione dello 0,4% delle importazioni.

Le esportazioni sono state trainate in modo particolare dal settore aereo che ha segnato un +19,8%. Il fatto che il primo dato sul deficit commerciale del secondo trimestre sia risultato migliore delle attese, induce ad una potenziale revisione al rialzo delle stime di crescita attese su tale arco temporale, attualmente collocate in prossimità del 4% in termini annualizzati. L’effetto più evidente del restringimento del deficit commerciale è stato sul mercato dei cambi, dove si è registrato un rafforzamento del Dollaro fino a quota 1,23 verso Euro.

Sul mercato obbligazionario si è assistito ad un rialzo dei prezzi di mercato: gli operatori, dopo il trend calante dei tassi iniziato a fine giugno, tendono ad essere più prudenti in vista della pubblicazione dei dati sull’inflazione USA il prossimo venerdì.

La trimestrale di Intel ha mostrato utili quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2003, ai massimi degli ultimi quattro anni, con ricavi in crescita e maggiori delle previsioni di molti analisti. Il titolo ha però perso il 4,8% nella negoziazione after-hour per la delusione di un previsto margine di profitto lordo per il 2004 del 60%, inferiore alla previsione originaria del 62%.

Hoenig, membro votante del Fomc, ha dichiarato che la Fed monitorerà attentamente soprattutto i dati sul mercato del lavoro e dell’inflazione ai fini delle proprie decisioni di politica monetaria.

Europa: i dati relativi ai prezzi al consumo armonizzati di Francia e Spagna a giugno hanno evidenziato una moderazione della crescita, mettendo a segno incrementi dello 0,1% e dello 0,2% m/m, dallo 0,4 e 0,6% m/m del mese precedente rispettivamente. Il tendenziale è sceso solo leggermente per la Francia, mentre per la Spagna è rimasto addirittura invariato a causa di un effetto confronto non positivo, ma le prospettive dovrebbero comunque essere a favore di una calmierazione dei prezzi nei prossimi mesi, aiutata anche da una ripresa dell’apprezzamento dell’Euro.

E’ giunta ieri la sentenza della corte di giustizia europea che ha dichiarato nulla la decisione con cui l’Ecofin aveva bloccato la procedura di deficit eccessivo proposta dalla Commissione Europea nei confronti di Germania e Francia, violando secondo la Corte il Patto di Stabilità e Crescita. Malgrado l’annullamento della decisione presa dell’Ecofin, i giudici hanno dichiarato che i ministri non sono obbligati a seguire le raccomandazioni della Commissione Europea. La decisione comunque riporterà alla ribalta la discussione sulla riforma del Patto e potrebbe dare un’accelerazione del processo di riformulazione delle regole.

Il mancato rigore dal lato conti pubblici, una crescita modesta e spinte inflative sotto controllo potrebbero spingere la Bce a rimanere cauta in tema di scelte di politica monetaria. Anche Solbes ieri ha dichiarato che non ci sono i motivi per cui la banca centrale europea dovrebbe modificare la propria politica monetaria.

Asia-Pacifico: alle 8:00 di stamane le borse asiatiche si presentavano per lo più negative, con l’azionario giapponese quello maggiormente penalizzato: l’indice Nikkei 225 faceva registrare un calo di oltre il 2%. A trascinare i listini verso il basso ci hanno pensato i titoli tecnologici, con gli operatori che male hanno reagito all’annuncio di Intel.

Sull’andamento della borsa giapponese ha probabilmente pesato anche la delusione per l’indice sulla fiducia dei consumatori, che ha fatto registrare a giugno un calo da 48,3 a 45,1, contro aspettative di rialzo.

A distinguersi positivamente a Tokio è stato il comparto bancario, con il relativo sottoindice del Topix in recupero dell’1,58%, dopo l’annuncio da parte del tribolato gruppo finanziario UFJ Holdings (+3,28%) di aver proposto un progetto di fusione a Mitsubishi Tokio Financial Group (+8,45%), il maggiore del paese, innescando speculazioni circa la possibilità di altre operazioni di consolidamento nel settore. Il calo dell’azionario ha indebolito lo Yen che ha superato quota 109 contro il Dollaro.

Commodity: il corso del futures sul greggio è rimasto sostanzialmente invariato a New York, facendo registrare un –0,15% in chiusura, con gli operatori alla finestra in attesa dei dati sulle scorte statunitensi in uscita oggi. La banca centrale cinese ha reso noto un aumento del 9,3% a/a in giugno dell’indice dei prezzi all’ingrosso delle commodity nel paese, in rallentamento per il secondo mese consecutivo, dal 9,4% di maggio, in conseguenza delle politiche governative di raffreddamento dell’economia.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)