Mercati emergenti, Barclays: entrati in “declino strutturale”

9 Ottobre 2018, di Mariangela Tessa

Mentre sul piano valutario alcuni mercati emergenti appaiono interessanti nel breve termine, lo stesso non si può dire dell’azionario, è in declino strutturale con modelli di crescita “andati in frantumi”. La pensa così Marvin Barth, strategist della divisione mercati emergenti di Barclays.

Commentando il recente crollo della rupia indiana e la rupia indonesiana, che sono precipitate ai minimi storici, l’esperto ha dichiarato in un’intervista alla CNBC:

Pensiamo che ci siano alcune opportunità da prendere al volo nelle fasi di ribasso” ma “allo stesso tempo riteniamo che i mercati emergenti siano entrati in una fase di declino strutturale. La questione chiave è che, sullo sfondo, i loro modelli di crescita mostrano delle crepe“.

Guardando avanti, l’esperto afferma che la situazione è destinata a peggiorare per due motivi: non solo per via dei progressi tecnologici, che renderanno difficile “aumentare la catena del valore come hanno fatto altri paesi in passato“, ma anche per l’aumento dei interesse negli Stati Uniti.

“A subire maggiori conseguenze saranno le economie con deficit fiscali più alti e politiche monetarie meno credibili, ha detto, aggiungendo che questa è la “prima volta” che vede “una pressione sostenuta” sui mercati emergenti dal 2002.

In merito alle scelte di investimento, l’esperto suggerisce di puntare al real brasiliano mentre sconsiglia la lira turca perché è “troppo volatile”.