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MEF risponde a UniCredit: Golden Power per l’OPS su Banco BPM è legittimo

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha preso una posizione importante sull’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata da UniCredit su Banco BPM, una delle operazioni bancarie più rilevanti degli ultimi tempi. Per tutelare gli interessi strategici nazionali, il Governo ha attivato il cosiddetto “Golden Power”, un meccanismo che consente di monitorare e, se necessario, intervenire su operazioni considerate di particolare importanza per il Paese.

MEF scrive a UniCredit

Ieri via XX Settembre ha inviato a UniCredit una lettera con le conclusioni della prima fase di controllo legata proprio al Golden Power. Questo controllo era stato avviato per approfondire alcuni chiarimenti richiesti dalla banca durante un’audizione. Nel documento, il Ministero conferma che le regole contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 18 aprile sono legittime e attuabili.

Il Ministero ha anche precisato che, qualora in alcuni casi UniCredit non riuscisse a rispettare tutte le prescrizioni indicate, potrà comunicarlo spiegando le ragioni, sempre mantenendo un atteggiamento di collaborazione e buona fede.

Nei giorni precedenti, il ministro Giancarlo Giorgetti aveva sottolineato che il MEF avrebbe risposto alle osservazioni di UniCredit e Banco BPM riguardo al Golden Power, evidenziando il forte coordinamento con Palazzo Chigi e confermando che il monitoraggio sull’operazione è ancora in corso. Ora il Ministero è pronto a fornire le risposte necessarie dopo aver ascoltato le richieste delle due banche.

Consob sospende l’OPS di UniCredit su Banco BPM

In un momento delicato per il settore bancario italiano, la Consob pochi giorni fa ha deciso di sospendere per 30 giorni l’Offerta Pubblica di Scambio di UniCredit sulle azioni di Banco BPM. La decisione, pubblicata sul sito dell’autorità guidata da Paolo Savona, rappresenta un passaggio fondamentale che blocca temporaneamente una delle operazioni più importanti del mercato.

La motivazione principale dietro la sospensione è legata all’incertezza normativa causata dall’applicazione del Golden Power da parte del Governo. Questo strumento, infatti, rende difficile per gli azionisti capire chiaramente i termini dell’offerta, creando così le condizioni per un giudizio non pienamente informato. Per questo motivo, la scadenza originaria dell’OPS, prevista per il 23 giugno, è stata rinviata a fine luglio.