Società

Mediobanca accelera i tempi dell’Ops su Banca Generali

Prosegue il percorso strategico di Mediobanca verso la trasformazione in un polo di riferimento nel Wealth Management italiano. Al centro della scena, in queste ore, c’è il nuovo passo nella trattativa con Generali, che ha comunicato ufficialmente la propria disponibilità a proseguire il dialogo con Mediobanca per valutare una partnership strategico-industriale, tenendo conto delle linee guida proposte lo scorso 25 luglio.

Un segnale rilevante che, sebbene resti ancora condizionato da ulteriori valutazioni da parte della compagnia triestina, conferma la volontà di approfondire il progetto in una logica di lungo periodo, compresa la stabilizzazione dei rapporti commerciali con Banca Generali, elemento chiave nella strategia di acquisizione.

Generali: assemblea degli azionisti convocata per il 21 agosto

Alla luce del riscontro ricevuto da Generali, il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca ha deliberato di convocare l’Assemblea ordinaria degli azionisti il 21 agosto 2025, in conformità con l’art. 104 del TUF. La documentazione relativa è stata resa disponibile in data odierna, in linea con la trasparenza richiesta dalla normativa di mercato.

L’assemblea rappresenta un passaggio cruciale per la realizzazione dell’Offerta pubblica su Banca Generali, che, in caso di voto favorevole e di approvazione del documento da parte della Consob, potrebbe essere lanciata già a inizio settembre. La tempistica e la struttura dell’offerta saranno, comunque, condivise con Borsa Italiana secondo i termini previsti dal regolamento.

Condizioni aggiornate per la realizzazione dell’Offerta

Nel quadro della strategia messa a punto da Mediobanca, il CdA ha anche deciso di aggiornare alcune condizioni di efficacia dell’Offerta, apportando tre modifiche sostanziali:

  • ristretto il perimetro soggettivo della condizione relativa agli accordi strategici: ora riguarda esclusivamente Mediobanca e Assicurazioni Generali, lasciando aperta la possibilità per Banca Generali di aderire successivamente.
  • ritenuta sufficiente la firma di un head of terms (term sheet) con Generali per soddisfare la condizione, anche in assenza di un accordo definitivo immediato.
  • posticipato il momento di verifica delle condizioni, spostandolo a entro il penultimo giorno del periodo di adesione all’Offerta, anziché entro la pubblicazione del Documento di Offerta.

Queste scelte, dal punto di vista tecnico, aumentano la flessibilità negoziale e consentono a Mediobanca di mantenere aperte le opzioni strategiche fino alla fase più avanzata del processo.

Secondo quanto dichiarato dal Consiglio di Amministrazione, l’operazione su Banca Generali è perfettamente allineata con gli obiettivi del Piano Strategico “One Brand One Culture” e rappresenta un’opportunità concreta per consolidare il posizionamento del Gruppo come Wealth Manager di riferimento in Italia.

La combinazione tra Mediobanca e Banca Generali darebbe vita a un player di primo piano, secondo nel nostro Paese per totale masse gestite (oltre 215 miliardi di euro di TFA) e rete distributiva (circa 3.750 professionisti), con un potenziale di crescita organica annua superiore ai 15 miliardi di euro.

Un modello di business che punta su generazione di capitale, solidità patrimoniale, ridotta esposizione ai tassi d’interesse e al rischio di credito, con un utile netto stimato in 1,5 miliardi di euro, suddiviso tra Wealth Management (50%), Corporate & Investment Banking (20%) e Consumer Finance (30%). Caratteristiche che, nelle intenzioni della società, dovrebbero garantire agli azionisti una remunerazione stabile e competitiva nel tempo.

Verso l’assemblea del 21 agosto: gli azionisti chiamati a decidere

Con l’assemblea del 21 agosto, gli azionisti di Mediobanca saranno chiamati a esprimersi sull’intera operazione e sul percorso di sviluppo delineato fino al 2028. Il management auspica un confronto costruttivo che valorizzi i benefici attesi dall’integrazione con Banca Generali, soprattutto alla luce del confronto con altre opzioni in campo.

In particolare, il CdA ha ribadito la propria valutazione negativa sull’Offerta promossa da MPS, tuttora in corso, già oggetto di un’analisi dettagliata e comunicata ufficialmente lo scorso 11 luglio, come previsto dalla normativa vigente.