Mattarella presidente: Ue rappresenta una frontiera di speranza

3 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – ROMA (WSI) – Una vera e propria standing ovation. Sergio Mattarella, con il suo discorso che ha accompagnato il giuramento da dodicesimo Presidente della Repubblica, è stato interrotto più volte da scrosci continui di applausi.

Già al suo ingresso a Montecitorio, due minuti di applausi lo hanno accolto, con i parlamentari che si sono alzati per rendergli omaggio.

Inizialmente, soltanto il Movimento 5 Stelle non si è unito agli applausi al suo ingresso, anche se i parlamentari sono rimasti in piedi. Più tardi anche i pentastellati hanno iniziato ad applaudire, soprattutto nella parte del discorso in cui Mattarella ha fatto riferimento ai giovani parlamentari e alle “deroghe al processo legislativo”.

In tutto Mattarella è stato interrotto 42 volte dagli applausi. Il più lungo alla fine, tre minuti circa. Il discorso del neo Presidente della Repubblica è durato trenta minuti ed è terminato con una esclamazione di incoraggiamento: “Viva l’Italia, viva la Repubblica”.

Particolarmente applaudito è stata la scelta del presidente di ricordare Stefano Gaj Tachè, bambino rimasto vittima a soli due anni nell’attentato alla sinagoga di Roma il 9 ottobre 1982 da un commando terrorista, come emblema della barbarie terrorista dell’integralismo religioso. “Il nostro Paese ha pagato più volte in un passato non troppo lontano il prezzo dell’odio e dell’intolleranza. Voglio ricordare un solo nome: Stefano Tachè”.

Sergio Mattarella ha rivolto un ringraziamento particolarmente intenso al suo predecessore Giorgio Napolitano, “per l’onere del secondo mandato”. Ma dopo i ringraziamenti, il discorso si è focalizzato subito sulla crisi in cui versa l’economia italiana e sulla sofferenza e le angosce che stanno dilaniando milioni di cittadini.

“L’unità rischia di essere difficile, fragile e lontana, l’impegno di tutti è a superare le difficoltà degli italiani. La lunga crisi ha inferto ferite e prodotto emarginazione e solitudine, tante difficoltà hanno colpito occupazione e creato esclusione”.

Quelli economici sono “punti di un’agenda esigente, su cui viene misurata la distanza tra istituzioni e popolo. Dobbiamo scongiurare il rischio che la crisi intacchi il patto sociale sancito dalla Costituzione”. Dunque, l’ “urgenza delle riforme istituzionali e economiche deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla comunità”.

“Mi impegno a confermare il patto Costituzionale che ha mantenuto il paese unito e riconosce i diritti costituzionali e il patto di unità sociale che impegna a rimuovere gli ostacoli che limitano le libertà e l’uguaglianza”.

Di fatto, “nella nuova Europa l’Italia ha trovato l’affermazione della sua sovranità, un approdo sicuro ma soprattutto un luogo da cui ripartire per vincere le sfide globali. L’Unione europea rappresenta oggi, ancora una volta, una frontiera di speranza e la prospettiva di una vera Unione politica va rilanciata, senza indugio”. Detto questo, Mattarella ha precisato che è fondamentale che “al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita da alimentare a livello europeo”, aggiungendo che “il governo ha opportunamente perseguito questa strategia”.

“Questo Parlamento presenta elementi di cambiamento: la più alta percentuale di donne e tanti giovani. Un risultato prezioso che troppo volte la politica stessa finisce di dimenticare”. E ha aggiunto: “la democrazia non è una conquista definitiva”.

E ancora: “Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il ruolo del capo dello Stato come quello di un arbitro: è un’immagine efficace. All’arbitro compete una applicazione delle regole” e “l’arbitro deve essere e sarà imparziale”. Dopo un lungo applauso, ha rivolto un personale appello alle forze politiche: “I giocatori lo aiutino, con la loro correttezza”.

Le parole di Mattarella sono state anche un inno alla Repubblica: “Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni. L’ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo. Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi con fiducia i volti degli italiani”.

Il volto della Repubblica, ha continuato, deve riflettersi nel “volto spensierato dei bambini, nei volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà”, nel “volto di chi soffre, dei malati”, “nel volto dei giovani che cercano lavoro e in quello di chi il lavoro lo ha perduto”, nel volto di chi “ha dovuto chiudere l’impresa a causa della congiuntura economica e quello di chi continua a investire nonostante la crisi”, “il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri”, “il volto di chi non si arrende alla sopraffazione, di chi lotta contro le ingiustizie”. Per Mattarella “questi volti e queste storie raccaontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro, solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace”.

I nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati citati nel momento in cui ha parlato del cancro della mafia, e definiti “eroi antimafia”. “La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile, divora risorse che potrebbero essere destinate ai citttadini, impedisce la corretta espressione delle regole del mercato, favorisce le consorterie e danneggia i meritevoli e i capaci”.

Il capo dello Stato ha citato le “parole severe” di papa Francesco contro i corrotti, “uomini di buone maniere ma di cattive abitudini”, ribadendo quanto sia “allarmante la diffusione delle mafie in regioni storicamente immuni. La mafia è un cancro pervasivo, distrugge speranze, calpesta diritti”.

“La lotta alla mafia e alla corruzione siano priorità assolute”, ha auspicato in modo fermo. Così, “come più volte sollecitato dal presidente Napolitano, un’altra priorità è costituita dall’approvazione di una nuova legge elettorale, tema sul quale è impegnato il Parlamento”.

Ancora: “Siamo inorriditi dalle barbare decapitazioni degli ostaggi”, facendo riferimento all’ISIS. Il “terrorismo fa inorridire”, la “risposta globale deve essere ferma”. La lotta al terrorismo, ha precisato, non deve essere però uno scontro tra civiltà.

“La pratica della violenza in nome della religione sembrava un capitolo chiuso della storia, da tempo. Va condannato e combattuto chi strumentalizza ai fini di dominio il proprio credo, violando il diritto fondamentale alla libertà religiosa”.

“Considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell’ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore. La minaccia è molto più profonda e più vasta. L’attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza. Per minacce globali servono risposte globali. Un fenomeno così grave non si può combattere rinchiudendosi nel fortino degli stati nazionali. I predicatori d’odio e coloro che reclutano assassini utilizzano internet e i mezzi di comunicazione più sofisticati, che sfuggono, per loro stessa natura, a una dimensione territoriale”.

Di conseguenza, “la comunità internazionale deve mettere in campo tutte le sue risorse. Nel salutare il corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica, esprimo un auspicio di intensa collaborazione anche in questa direzione. La lotta al terrorismo va condotta con fermezza, intelligenza, capacità di discernimento. Una lotta impegnativa che non può prescindere dalla sicurezza: lo Stato deve assicurare il diritto dei cittadini a una vita serena e libera dalla paura”.

Un altro appello è stato lanciato per la vicenda di Latorre e Girone: “Occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché la delicata vicenda dei due nostri fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trovi al più presto una conclusione positiva con il loro definitivo ritorno in patria”.
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L’Italia avrà ufficialmente il suo nuovo Presidente della Repubblica alle 10, quando Sergio Mattarella giurerà a Montecitorio davanti alle Camere riunite.

Il neo capo dello Stato è arrivato a Montecitorio per il giuramento da dodicesimo presidente della Repubblica ed è stato accolto dalla presidente della Camera Laura Boldrini e dalla presidente vicario del Senato Valeria Fedeli, che lo hanno accompagnato nell’aula. L’aula è stata addobbata con i festoni tricolori e la campana maggiore di Montecitorio ha cessato di suonare all’arrivo del presidente.

E il debutto avverrà insieme al neo premier greco Alexis Tsipras, in visita oggi a Roma. Sarà questo il primo incontro ufficiale del suo settennato.

Parla intanto in una intervista a Repubblica il fratello Antonino Mattarella. Che gli dà subito un consiglio: “Sergio si deve guardare dai politici”.

Molti non sapevano della sua esistenza, poi nei giorni scorsi “Il Fatto quotidiano” ha cominciato a scrivere su di lui: “Sono amareggiato, io non c’entro con l’attività politica di mio fratello, non ho mai interferito con certe cose, né con Sergio e prima neanche con Piersanti…Non avevano bisogno di me”.

Antonino non sarà a Roma oggi per il giuramento del fratello Sergio: “No, non mi sono mai intromesso nelle attività politiche dei miei fratelli e non lo farò certo domani. Stamattina ho mandato un messaggio a Sergio, gli ho detto: scusami se domani non sarò a Roma, se sto in disparte. Mi ha risposto: `Ti capisco`…”.

Riguardo alla vicenda dei suoi rapporti con alcuni criminali, quelli della banda della Magliana, spiega: “E` una vicenda assurda di 25 anni fa. Lo stesso pm che l’aveva aperta ha chiesto poi l’archiviazione che il giudice ha controfirmato. Cosa dovrei aggiungere su una storia che non esiste da un punto di vista giudiziario Posso soltanto esprimere la mia opinione: non ha senso che veniate qui a tirare fuori una cosa come questa quando non la si conosce. Una ricostruzione fondata su niente. Non ne voglio parlare più, gli ho creato già abbastanza problemi a Sergio con queste buttanate”.