Martin Schulz sotto accusa: spese folli con i soldi dell’Ue

13 Febbraio 2017, di Alessandra Caparello

BERLINO (WSI) – Entra nel vivo la campagna elettorale in Germania dove a sfidare la cancelliera Angela Merkel, da 12 anni circa al potere è Martin Schulz, l’ex presidente del parlamento Europeo e oggi suo principale sfidante socialdemocratico. Ma si sa, le regole del gioco sono dure e presentarsi alle elezioni significa essere al centro dell’attenzione, con i media e gli avversari politici che scavano nel proprio passato alla ricerca di qualche scheletro nell’armadio. E qualche scheletro nel passato di Schulz spunta, eccome.

Due quotidiani, il tedesco Der Spigel e il britannico Sunday Times hanno realizzato insieme un’indagine su alcune condotte tenute dallo sfidante della Merkel quando era a capo del Parlamento Europeo, dal 2012 al mese scorso.

Schulz avrebbe aggirato molto spesso le regole europee, usando mezzi del Parlamento per la propria campagna elettorale del 2014 quando ambiva a diventare il numero uno della Commissione. Nelle carte dell’inchiesta emerge che Schulz avrebbe utilizzato aerei privati dal costo di 20mila euro all’ora, spese a carico dell’Unione europea, non solo per impegni ufficiali ma anche per dibattiti, cerimonie politiche e manifestazioni. Per le europee del 2014 inoltre Martin Schulz avrebbe abusato di tali aerei giornalmente. Spese folli anche per i suoi collaboratori.

Come Markus Engels che dal 2012 occupava un posto al parlamento di Bruxelles ma stava a Berlino, ricevendo un’indennità per la trasferta esente da tasse, oltre allo stipendio di 5200 euro, lievitato poi a 7mila, il tutto forzando le risorse parlamentari.

Il quotidiano tedesco Speigel mette sotto accusa anche il gesto di Schulz che ha rinunciato alla buona uscita dal Parlamento, equivalente a 200mila euro, rinuncia che avrebbe dovuto comunque fare visto che entrava al Parlamento europeo. Schulz, come ha sostenuto la presidente del Comitato di controllo sul bilancio del Parlamento Ue, Ingeborg Grässle, avrebbe attuato un vero e proprio “Sistema stalinista di clientelismo”. Ad onor di cronaca, occorre sottolineare che la stessa Grassle però è membro della Cdu il partito della Merkel.  Per ora da Schulz nessun commento.