Manovra: tasse, nessuno sconto sulla Tasi

18 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il premier Enrico Letta è soddisfatto del suo governo, contento di essere arrivato a Natale, contro le più cupe previsioni sulla stabilità del suo esecutivo. Per la prima casa ogni famiglia di contribuenti rischia però di dover sborsare 100 euro in più nel 2014.

“Nonostante molti fuori da qui non ci credessero, abbiamo mangiato il panettone e se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiarlo anche il prossimo anno”, ha affermato incontrando i dipendenti di palazzo Chigi.

L’ultimo scoglio prima della fine dell’anno sarà l’approvazione della manovra, ergo la legge di stabilità. Il governo non esclude, al fine di accelerare i tempi, di porre la questione della fiducia.

Il testo approda oggi alla Camera. Tra le novità delle ultime ore, nessuna Tasi-light, con il tetto massimo dell’1 per mille che torna al 2,5 per mille. )Nessuno sconto, dunque, sulla tassa sui servizi che andrà a sostituire l’Imu sulla prima casa. Il governo ha valutato l’innalzamento del tetto una misura troppo costosa, a causa del minore gettito fiscale che comporterebbe.

Non è ancora chiaro l’impatto sui contribuenti, si sa che si tratta di una tassa che verrà imposra dai Comuni, all’interno di una forchetta compresa tra l’1 e il 2,5 per mille.

Via libera anche allo slittamento al 24 gennaio per il pagamento della mini-Imu. Sono alcune delle novità emerse durante l’esame della Legge di stabilità alla Camera. L’ammontare sulla prima casa sarà più elevato di quello che i contribuenti avrebbero dovuto versare con l’Imu.

La Commissione Bilancio della Camera ha dato l’ok all’emendamento al ddl stabilità che istituisce il fondo per la riduzione della pressione fiscale; il fondo sarà finanziato con i risparmi aggiuntivi derivanti dalla spending review e le maggiori entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale e destinerà risorse “in egual misura” da un lato a imprese, lavoratori autonomi e piccolissime imprese in contabilità semplificata, e dall’altro a lavoratori e pensionati. La platea dei destinatari viene così allargata anche a nuove categorie rispetto ai soli lavoratori e alle sole imprese.