Manovra: Federfarma, rigore equo per la filiera del farmaco

5 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Sostenere che le farmacie, se venissero accolte le loro richieste, non contribuirebbero al contenimento della spesa richiesto dalla manovra finanziaria del Governo, ma potrebbero addirittura guadagnare di più – come ha fatto il Presidente di Farmindustria Sergio Dompè in un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore di domenica 4 luglio – è un’affermazione non fondata. Lo dichiara Annarosa Racca, Presidente di Federfarma. Le farmacie non hanno chiesto al Governo e al Parlamento di essere esonerate dai sacrifici, né tanto meno di guadagnare di più; hanno chiesto di pagare un importo sostenibile, proporzionato alle loro possibilità economiche, e hanno chiesto di ripartire equamente l’intero sacrificio richiesto sull’intera filiera, di cui fanno parte anche industrie e grossisti. Oggi, invece, le misure previste dalla manovra gravano quasi totalmente sulle farmacie, chiamate a pagare, di tasca propria, oltre 400 dei 600 milioni di euro richiesti al settore, oltre a quota parte degli altri risparmi posti a carico dell’intera filiera. L’emendamento che dovrebbe essere presentato oggi dal relatore e Presidente dalla V Commissione, senatore Antonio Azzollini, tiene conto proprio di questa richiesta e attribuisce, per soli 6 mesi, una parte dell’onere (circa 130 milioni di euro) all’industria farmaceutica. Industria che, comunque, come richiesto a gran voce da Farmindustria e preannunciato dal Ministro della salute Ferruccio Fazio, ha ottenuto la cancellazione delle gare, previste dal 2011, per ridurre i prezzi dei medicinali a brevetto scaduto. Dal 2011, secondo quanto previsto dall’emendamento, l’industria non dovrà sostenere altri oneri, mentre la farmacia continuerà a contribuire al contenimento della spesa attraverso un nuovo sistema di remunerazione per i farmaci erogati a carico del SSN. Il nuovo sistema di remunerazione, non più interamente agganciato al prezzo del farmaco, dovrà garantire “una riduzione della spesa per il SSN”. Si tratta di una rivoluzione che inciderà profondamente sull’economia delle farmacie e che tenderà a remunerare la prestazione professionale del farmacista più che l’attività commerciale, come auspicato dallo stesso Ministro della salute. Per quanto riguarda, infine, i farmaci che, secondo quanto previsto dalla manovra, dovrebbero essere trasferiti dall’assistenza farmaceutica ospedaliera alla farmaceutica territoriale per un importo pari a 600 milioni l’anno, va chiarito che con il trasferimento di farmaci all’assistenza farmaceutica territoriale, l’eventuale sforamento non sarà più ripianato dalle Regioni ma dalla filiera del farmaco, industria, grossisti, farmacie, come previsto dalla legge. Ciò comporterà un alleggerimento degli oneri per le Regioni, trasferendone il carico proporzionalmente sull’intera filiera. A seguito del trasferimento dalla farmaceutica ospedaliera alla territoriale questi farmaci continueranno ad essere acquistati dalle ASL e potranno essere affidati alle farmacie che li distribuiranno ai pazienti con un compenso fortemente ridotto: nessun guadagno, quindi, per le farmacie, ma solo un’ulteriore forma di collaborazione al contenimento della spesa grazie al monitoraggio che le farmacie da sempre assicurano sui farmaci erogati a carico del SSN. Federfarma confida che la V Commissione Bilancio del Senato accolga la proposta di modifica formulata dal relatore e tenga così conto dell’esigenza di distribuire i sacrifici in modo equo e sostenibile sull’intero sistema farmaceutico.