Manovra: cambio di rotta sulle province. Gelo Pdl-Lega

26 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – A meno di un blitz del Cavaliere per sincerarsi del Bossi infortunato, sarà lunedì il giorno del faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e l’alleato Umberto. Prima il Cavaliere dovrebbe aver già diffuso alcune proposte migliorative della manovra, sulle quali Angelino Alfano sta cercando (finora senza esito) di raggiungere un’intesa di massimo con il Carroccio.

Non sarebbe infatti andato come sperato – secondo fonti di governo – l’incontro tra il segretario del Pdl e l’ambasciatore leghista Roberto Calderoli, ieri sera in via dell’Umiltà.

Con ogni probabilità le modifiche non stravolgeranno il decreto scritto da Giulio Tremonti. Ma certo i vertici del Pdl, per placare gruppi parlamentari e frondisti in fermento, cercano di raggiungere un compromesso accettabile con il partito padano.

Che l’aria non sia delle migliori lo dimostra a sera una nota del capogruppo Fabrizio Cicchitto, in queste ore al centro dei fitti contatti in corso nella maggioranza: “E’ indispensabile – dice – dimostrare una reale capacità di ascolto. Una manovra economica così importante va gestita in modo collegiale dai partiti e dai gruppi della maggioranza”.

Silvano Moffa, capogruppo dei Responsabili, si spinge a reclamare un vertice di maggioranza. Almeno fino ad allora non mancheranno schermaglie verbali e tensioni tra Pdl e Lega, tra frondisti e via dell’Umiltà, tra frondisti e padani.

Ieri, ad esempio, è emerso con evidenza il caos che regna nella coalizione di governo. Il primo a parlare è stato Angelino Alfano: incontrando l’Upi, il segretario ha negato di essere pronto a cancellare tutte le Province, come invece sostenuto ieri nel corso della riunione al Senato su invito di Fabrizio Cicchitto.

Poi è toccato a Roberto Calderoli rilanciare, annunciando la presentazione di una tassa sull’evasione, parente stretta della temuta patrimoniale, almeno secondo qualche esponente del Pdl.

Il ministro ha anche proposto una patrimoniale per colpire chi non paga le tasse: “Così potremo limitare la batosta sui Comuni”. Ma gli Enti locali restano scettici e attaccano il governo: “Tradito il federalismo”.

Sempre sulle province e’ in atto una battaglia senza esclusione di colpi bassi, con Calderoli e Alemanno che ieri si sono scontrati a voce. Il sindaco di Roma ha detto al ministro leghista di “rispettare la capitale”.

In vista poi una retromarcia sulle pensioni. Il senatore leghista ha poi aperto uno spiraglio in materia previdenziale, ma solo per quanto riguarda le pensioni di reversibilità e accompagnamento.

Quanto ai frondisti, è stato Guido Crosetto a manifestare tutta l’amarezza della componente malpancista e berlusconiana, oltre che antitremontiana. Il deputato piemontese ha proposto di tagliare del 25% gli organici di ministeri ed enti locali, poi ha duramente criticato le chiusure di Calderoli e Tremonti avvertendo: così il Pil crolla e si renderà necessaria un’altra manovra.

Silvio Berlusconi, intanto, si prepara a un probabile week end sardo e un avvio di settimana intenso, a partire dal faccia a faccia con Bossi. Convinto che la manovra vada cambiata ma non stravolta, deciso ad attenuare il contributo di solidarietà e infastidito dai continui rilanci leghisti. Con Alfano ha ragionato della strada da seguire e insieme hanno deciso di calcare la mano sulle Province per ottenere un ammorbidimento della linea del Carroccio sulle pensioni.

L’obiettivo resta fare leva sull’ala che fa capo all’attuale ministro dell’Interno, allettandola con la proposta di riprendere in materia previdenziale l’impostazione della riforma Maroni. Finora gli affondi non hanno sortito effetti, e sembra che neanche stasera il faccia a faccia fra Angelino Alfano e Roberto Calderoli sia stato risolutivo, fotografando invece una partita ancora lontana dal risolversi positivamente.

Calderoli e Alfano si sarebbero riaggiornati a un ulteriore incontro che potrebbe tenersi nei prossimi giorni. Comunque prima di lunedì.