Manca 1 miliardo di copertura per cassa integrazione

25 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “La scelta per l’aumento di 80 euro in busta paga resta quella annunciata da Renzi, ovvero un intervento sull’Irpef e sulle detrazioni da lavoro dipendente. Le ipotesi che circolano sono ricostruzioni dei giornali sulla possibilità di dare risposta ai problemi di equità che esistono, nel senso che un intervento diretto nelle buste paga consentirebbe di dedicarsi esattamente a quello ‘stock’ di persone ipotizzato.

Ma al momento nel governo non c’è una discussione diversa rispetto ai primi annunci di Renzi”. Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervistato da Radio Capital.

I pensionati “restano esclusi dai benefici perché, data la quantità di risorse disponibili, se avessimo spalmato i benefici su una platea più larga avremmo finito per parlare di 10 euro, come in passato e questo avrebbe avuto effetti sull’economia”.

A proposito delle norme già in vigore con il Jobs Act, Poletti spiega che ora “le imprese non avranno più la scusa come negli ultimi anni di trovarsi di fronte a norme pesanti e lunghe nelle procedure dal punto di vista burocratico. E scompaiono le possibilità di ricorso al giudice del lavoro. Con le norme precedenti di fronte a questi rischi le imprese prendevano una via traversa, il contratto veniva interrotto sistematicamente dopo meno di un anno e si sostituiva una persona con un’altra. Io dico che ora il Jobs Act creerà occupazione perché è meglio avere persone che hanno la proroga del contratto per tutti i 36 mesi.
Alla fine l’impresa, se sarà contenta, stabilizzerà il lavoratore. Se invece sono sei persone diverse con un contratto di sei mesi è più difficile che un lavoratore resti in azienda”.

Sui posti di lavoro che potrebbero essere creati con le nuove norme, Poletti risponde che “purtroppo siamo in una fase ancora molto difficile, sul piano occupazionale la crisi è ancora pesante. Molte aziende sono entrate in crisi tre-quattro anni fa ma i lavoratori sono ancora in cassa integrazione e quindi dal punto di vista statistico la caduta dell’occupazione che continua è figlia di crisi esplose in precedenza.

Siamo a un punto di svolta ma con il peso della crisi degli anni passati. Magari si creano 100 posti ma se ne perdono 200 perché ci sono lavoratori che arrivano all’esaurimento degli ammortizzatori sociali e restano senza lavoro perché la loro azienda non esiste più”.

“Concretamente abbiamo un problema manca all’incirca 1 miliardo di copertura per la cassa integrazione in deroga”. Lo ha detto sempre Poletti nell’audizione alla Camera sulle linee programmatiche del dicastero.

Si tratta di un “problema che abbiamo presente e che è già stato posto all’attenzione del governo”, ha assicurato.

“Teniamo conto che si corre un rischio, il rischio è che la cig in deroga diventi un rifugio ultimo di tutto ciò che non trova copertura” in modo ordinario e “bisognerà mettere mano rapidamente a questa materia”, ha concluso spiegando che “senza garanzie di copertura rischiamo problemi sociali”.

Quello degli esodati “è un tema aperto” e “stiamo provando a capire come, coagendo con il lavoro del Parlamento si possa arrivare ad una risposta strutturale al problema”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, in un’audizione alla Camera sulle linee programmatiche del dicastero.

Il ministro, dunque, punta ad una soluzione definitiva del problema: piuttosto che una “sesta misura di salvaguardia” è preferibile una “risposta che definisca la situazione”. La problematica è aperta ed “è nostra intenzione affrontarla e ci stiamo lavorando”, ha concluso.
(TMNews)