Manager di Stato: ricordi del Presidente IRI, Prodi

14 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

Ho appreso appena oggi che l’ex sindaco di Milano – al secolo Giuliano Pisapia – per soppiantare il segretario del Partito democratico è alla ricerca di un leader, un personaggio autorevole, con esperienza, dotato di un curriculum di tutto rispetto.

Questo Pisapia è un fenomeno, mi verrebbe da dire, uno  che non sta fermo un attimo nell’affannosa ricerca di trovare una quadra nella Sinistra Assortita Italiana.

Le voci corrono e pare che, per mandare in pensione anticipata Matteo Renzi, qualcuno lo abbia trovato: il fondatore dell’Ulivo, al secolo Romano Prodi.

Del fatto che Renzi sia stato scelto dal 70% degli iscritti al Partito democratico sembra che non interessi a nessuno: con Prodi in prima linea ogni scoglio è superabile e la sorte dell’Ulivo, un autentico disastro – politicamente parlando s’intende – ne è una dimostrazione.

La storia è lì, tutti la possono leggere, se non sono orbi!

Per meglio inquadrare il personaggio, in “servizio permanente effettivo” ai piani alti della politica, dell’economia e degli affari di Stato, voglio ricordare un aneddoto che ho vissuto direttamente con il nostro sempreverde PRODI.

Correva l’anno 1986, mese di settembre,  con Prodi a presidente dell’IRI, questi, venne in Accademia della G.di F. a parlare dei sette sistemi (all’epoca venne anche l’amministratore della già moribonda FIAT, tale Romiti e altri).

Al termine della lectio magistralis, alla settima domanda della platea, opportunamente pianificate in precedenza, formulata da uno degli allievi e riguardante – lo stato comatoso degli investimenti nel Mezzogiorno d’Italia, rivelatesi, già allora, della cattedrali nel deserto, il Professore ebbe a rispondere:

<<La colpa è stata degli amministratori locali che vollero, disperatamente vollero, quel tipo di investimenti. Io non sento di avere alcuna responsabilità>>

Classica risposta all’italiana maniera: Se la guerra si vince il merito è dei Generali, se si perde il demerito è dei soldati!

Grande il nostro Prodi, anzi che dico, grandissimo!

Aggiungo, per quanto noto che Prodi è stato quello che, nella veste di Presidente dell’IRI – massima espressione industriale del sistema Paese – andò a lamentarsi dall’allora Presidente della Repubblica (defunto Oscar Luigi Scalfaro) perché Antonio Di Pietro lo aveva interrogato “bruscamente” per conoscere la destinazione delle “tangenti”.

Insomma, direi al nostro Pisapia, alla ricerca di un leader: “Ma mi faccia il piacere!”