Maltempo: Coldiretti, 8 comuni su 10 a rischio frane

15 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Più di otto comuni su dieci (84 per cento) della provincia di Messina si trovano su un territorio considerato a rischio per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all’agricoltura. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla frana nella collina di San Fratello provocata dal maltempo in Sicilia dove complessivamente i comuni a rischio idrogeologico sono il 70 per cento. La situazione di Messina con ben 91 comuni a rischio è piu’ grave rispetto alla media nazionale in Italia dove, precisa la Coldiretti, ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità. All’elevato rischio idrogeologico in Italia non è certamente estraneo il fatto che un territorio grande come due volte la regione Lombardia, per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti, è stato sottratto all’agricoltura che, afferma la Coldiretti, interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di quasi il 27 per cento negli ultimi 40 anni. Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata non e’ stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed è necessario intervenire per invertire una tendenza che, sottolinea la Coldiretti, mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto che, precisa la Coldiretti, si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge. I forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché, conclude la Coldiretti, i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento.