Made in Japan: prodotto record, traino è l’export

2 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

La nuova economia giapponese ritrova i vecchi schemi di una ripresa trainata soprattutto dalle esportazioni, con in testa gli acquirenti americani. Secondo dati diffusi ieri a Tokyo, ad agosto scorso la produzione industriale è aumentata dell’1,9 per cento rispetto a un anno prima, con l’indice produttivo di miniere e fabbriche che ha raggiunto la quota record di 106,9 (rispetto a un valore di 100 per l’anno 2000). Sempre ad agosto il tasso di occupazione è rimasto invariato al 4,1 per cento, mentre il valore medio dei consumi per famiglia è diminuito del 4,3 per cento. La ripresa pertanto risulta trainata più che mai dalle esportazioni, soprattutto di auto e di prodotti elettronici diretti verso il mercato nordamericano. L’indice delle spedizioni di prodotti industriali infatti ha raggiunto anch’esso la quota record di 111,4. Intanto si registra una drastica decisione della Sony per porre termine all’odissea delle sue batterie difettose utilizzate in diversi tipi di pc portatili: l’industria giapponese ritirerà globalmente tutti i modelli che hanno rivelato problemi. Lo rende noto ieri l’agenzia nipponica Kyodo all’indomani delle notizie da New York sul ritiro di altre 526mila batterie agli ioni di litio deciso da Ibm e Lenovo per i portatili Thinkpad delle serie R, T e X venduti dal febbraio 2005. Anche Toshiba, Apple e Dell adottano in precedenza simili misure per difetti di vario tipo nell’uso delle batterie di Sony, dal surriscaldamento a disfunzioni di ricarica. Si calcola che solo il ritiro delle batterie per Apple e Dell costerà al gigante dell’elettronica giapponese oltre 20 miliardi di yen (140 milioni di euro). Gli episodi di grave surriscaldamento di cui si è avuto notizia sono stati nove: in due casi gli utilizzatori hanno riportato lievi ferite. Nell’annunciare il ritiro globale Sony ha detto di voler dissipare qualsiasi preoccupazione fra la sua clientela. La responsabilità dell’accaduto sarebbe da addebitare non direttamente alla grossa impresa, ma a un fornitore di componenti che avrebbe sostituito di sua iniziativa il rivestimento isolante utilizzato all’interno delle batterie ricaricabili. Infine, Hongkong e Shanghai Hotels spenderanno 13 miliardi di yen, pari a 111 milioni di dollari per l’arredamento di interni del Tokyo Peninsula, un hotel di 24 piani e 314 stanze che aprirà nel 2007 in autunno. Il valore dell’investimento, sottolinea il vertice di Tokyo Peninsula, joint venture tra Hong Kong Hotel Group e Mitsubishi Estate, deve riflettere la qualità cui punta la società. Tokyo sta rinnovando profondamente l’offerta alberghiera, con l’arrivo di catene estere: lo scorso anno aprono il Mandarin Oriental Tokyo e il Conrad Hotel, e nei prossimi anni dovrebbero essere operativi il Ritz-Carton Resorts & Hotels e lo Shangri-la Hotels & Resorts.