Made in Italy, dicembre rilancia l’export di calzature

16 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Scatto di reni a dicembre per l’export calzaturiero italiano. Con un rimbalzo robusto, nell’ordine del 15,1% sul dicembre 2008, che ha impresso una netta inversione di tendenza alla dinamica fortemente negativa dei mesi precedenti. I dati Istat – rivela Trend Calzaturiero, l’agenzia web specializzata nell’informazione economica sul settore – quantificano le vendite all’estero in 14,1 milioni di paia, contro meno di 12,3 milioni rubricati nel dicembre 2008. Bene anche il fatturato, balzato a ridosso dei 441,8 milioni di euro, corrispondente, anno su anno, a una progressione del 9,3%. Dati sicuramente incoraggianti che portano a guardare con giustificato ottimismo agli sviluppi di un 2010 che, anche a detta del Wto, dovrebbe riservare esiti migliori sul fronte dell’interscambio mondiale. Per un comparto – ricorda Trend Calzaturiero – che oltre frontiera destina circa l’80% della produzione nazionale. Nell’intera annata 2009, a corollario della peggiore esperienza recessiva dal Dopoguerra ad oggi, le esportazioni di calzature hanno sperimentato, in valore, una contrazione del 16,4%, totalizzando 5,8 miliardi di euro. Un calo che, seppure significativo, appare complessivamente più attenuato rispetto alla dinamica generale dell’export italiano che in 12 mesi ha lasciato sul terreno il 20,7%. A volume le esportazioni di calzature hanno accusato nel 2009 una contrazione del 14,4%, scendendo a 192,3 milioni di paia. Bilancio negativo anche per l’import, in calo rispetto al 2008 dell’11,4% in termini quantitativi (309,9 milioni di paia) e del 2,8% in valore (3,18 miliardi di euro). La ripresa delle esportazioni rilevata nel mese di dicembre – conclude la nota di Trend Calzaturiero – si incardina in un contesto ancora recessivo sul fronte delle importazioni. Con 20,2 milioni di paia, gli arrivi dall’estero si sono ridimensionati del 12,2% sul dicembre 2008, accusando in termini monetari (202 milioni di euro) una flessione del 24,3%.