Macron deve dimettersi, altro che fine dell’abbondanza

26 Agosto 2022, di Leopoldo Gasbarro

E’ finita l’epoca dell’abbondanza“. Questa frase pronunciata ieri dal presidente francese Emmanuel Macron risuona nelle mie orecchie come un tamburo battente che non smette mai di far rumore, che non smette mai di disturbare. Macron è un capo di stato.

Come può un capo di stato generare tanto sconforto nel suo popolo e in quello di altri Paesi? E’ finita l’epoca dell’abbondanza. E poi prosegue: “Viviamo alla fine di quella che potrebbe sembrare [un’era] di abbondanza, di flussi di cassa infiniti, per i quali ora dobbiamo affrontare le conseguenze in termini di finanze statali, di un’abbondanza di prodotti e tecnologie che sembravano essere perennemente disponibili”.

E’ questa la gente che dovrebbe fare l’Europa? Quelle poche parole smontano economie, mercati, filiere produttive, fanno passare la voglia di lavorare, di produrre, di guardare al domani, persino di fare figli.

Quelle parole, seppur dovessero essere vere, al massimo potevano essere pronunciate nella bottega di un barbiere di Paese, non da Macron. A meno che non ci sia la voglia di abbattere ancora di più i popoli, l’economia, i mercati e approfittarne? Che Macron si dimetta. E’ il minimo che possa fare, dimettersi e sparire e magari chiudersi in una sala cinematografica e guardare, senza smettere, mai per tre o quattro giorni, il film “L’Ora più buia“.

Macron dovrebbe imparare a memoria le parole di Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale. Londra era quasi rasa al suolo dai bombardamenti della Luftwaffe, gli inglesi erano allo stremo, senza cibo, senza forza militare adeguata, senza finanze, senza futuro. Quella sì che era un’ora buia, mentre mi sembra che anche in Francia alberghi, voli, treni e ristoranti sono strapieni dappertutto.
E questa sarebbe un’ora buia? Mentre cadevano le bombe tedesche Winston Churchill urlava a bordo di un vagone della metropolitana: “Non prenderanno mai Piccadilly”.

Qualche ora dopo alla Camera dei Deputati replicò con forza a chi chiedeva di trattare con i tedeschi. “Non ci arrenderemo mai. Non ci piegheremo mai. Ricostruiremo casa per casa, fabbrica per fabbrica. Non ci arrenderemo mai”. Capito Macron?