M5S: Roma, 800.000 a Piazza S. Giovanni

22 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

Il live streaming dell’evento a piazza San Giovanni a Roma e’ stato seguito da oltre 150.000 persone. Wall Street Italia l’ha offerto ai propri lettori.

Roma (TMNews) – “Siamo 800mila persone in piazza. E 150mila ci seguono on-line, con 120 piazza collegate”. Per Beppe Grillo, quello in Piazza San Giovanni a Roma è “il più grande fenomeno mediatico di tutti i tempi. E’ fantastico”. Quando dallo staff del M5s gli hanno portato i dati dell’affluenza all’ultima tappa dello Tsunami tour, Grillo ha cominciato a ironizzare: “Abbiamo i dati; non lo voglio leggere; non è vero, voi non esistete – ha detto verso la folla – voi siete fatti col photoshop… Dio mio cosa abbiamo fatto!”.

Roma (TMNews) – Per uscire dalla crisi in cui versa l’Italia serve “trasparenza, onestà e competenza” altrimenti non cambierà nulla. Lo ha detto il co-fondatore del Movimento 5 stelle, Giaroberto Casaleggio. Alla chiusura della campagna elettorale in Piazza San Giovanni a Roma, il ‘guru’ del movimento ha ammesso che più volte in questi anni c’è stata la tentazione, in lui e in Beppe Grillo, di mollare la spugna… ma “siamo arrivati fino a questa sera”. “Un vecchio slogan del ’68 diceva ‘la fantasia al potere’ – ha detto Casaleggio -. E’ vero, serve la fantasia e la creatività per uscire da questa situazione che è molto peggiore di quelle che voi pensate. Ma abbiamo bisogno anche di trasparenza, onestà, competenza. Con queste cambieremo l’Italia, senza queste non cambieremo nulla”. “Io e Beppe – ha aggiunto – in questi 4/5 anni più volte abbiamo alternativamente deciso di buttare la spugna, ma quando voleva gettarla lui non la volevo gettare io” e viceversa “e siamo arrivati fino a questa sera. Grazie a tutti”.
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– “Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi. E ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo l’unica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale. Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà. Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze, che il Paese è in macerie e che quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile, ci saranno tensioni, problemi, conflitti, ma la via è tracciata. L’abbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. C’è una nuova Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo farne parte”.

(Beppe Grillo – Discorso finale Tsunami Tour – ROMA 22/02/2013, segnalato da Santaful)